“Orrori nei campi libici, Europa complice”.

Dai “furbetti” alle “cene eleganti” le parole che non leggeremo più.
8 settembre 2017
Stati d’accusa.
8 settembre 2017

“Orrori nei campi libici, Europa complice”.

A migrant cries during an inter-faith burial service for 24 dead migrants at Mater Dei Hospital in Tal-Qroqq, outside Valletta, April 23, 2015. European Union leaders who decided last year to halt the rescue of migrants trying to cross the Mediterranean will reverse their decision on Thursday at a summit hastily convened after nearly 2,000 people died at sea. Public outrage over the deaths peaked this week after up to 900 migrants died last Sunday when their boat sank on its way to Europe from Libya. REUTERS/Darrin Zammit Lupi MALTA OUT. NO COMMERCIAL OR EDITORIAL SALES IN MALTA

ROMA.
È un infinito campionario di orrori documentati quello che Medici senza frontiere ha portato a Bruxelles a corredo di una accusa pesantissima: «Ogni nazione che sta consentendo il respingimento delle persone in Libia è complice di gravissimi abusi su esseri umani». Joanne Liu, presidente internazionale di Msf, è appena tornata dalla Libia. Insieme a Loris De Filippi ha firmato una lettera aperta di denuncia ai leader europei.
«Quella che ho visto in Libia è la forma più estrema di sfruttamento degli esseri umani basata sul sequestro, la violenza carnale, la tortura e la schiavitù e i leader europei sono complici dello sfruttamento mentre si congratulano del successo perché in Europa arriva meno gente», è il durissimo atto d’accusa della Liu che ha visitato un centro di detenzione ufficiale a Tripoli. «La detenzione di migranti e rifugiati in Libia è marcia fino al midollo. Va chiamata per quello che è: una fiorente impresa del sequestro di persona, della tortura e dell’estorsione. Ed i governi europei hanno scelto di tenere la gente in questa situazione. La gente non può essere riportata indietro in Libia, nè può essere rinchiusa lì».
I centri in cui vengono ammessi gli osservatori internazionali sono quelli controllati dal governo, in quelli delle milizie il livello di violenza e di terrore è talmente alto che chi vi è rinchiuso difficilmente parla con i visitatori. «Mi sussurravano: “Tirami fuori da qui”. Ho ascoltato storie che mi tormenteranno per anni. Storie di una donna incinta costretta a stare in piedi nel mezzo del cortile su un solo piede, sotto il sole fino a quando cadeva a terra stremata — racconta Joanne Liu — o quella di un uomo appeso con le mani in alto, picchiato di fronte a tutti e poi dopo hanno preso sua moglie che era incinta e l’hanno stuprata. Sapendo cosa accade si continuano a costruire politiche che stanno intrappolando le persone in questo incubo».
Tra i capi di governo, solo Gentiloni risponde: «L’allarme umanitario lo condividiamo ed è uno dei nostri impegni maggiori da molto tempo. Ma nessuno metta in contraddizione questo impegno con quello per contrastare i trafficanti di uomini e ridurre i flussi perché queste cose devono procedere insieme».
Prova a rassicurare Msf Catherine Ray, portavoce dell’Alto rappresentante Federica Mogherini: «Non siamo ciechi, la commissione europea è consapevole che le condizioni di vita nei campi sono scandalose e inumane. Siamo coinvolti e vogliamo cambiare la situazione. La priorità di Msf e della Ue è la stessa: salvare le vite, proteggere le persone e spezzare il business del traffico di esseri umani ».
( a. z.)

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