Rossi vira: alleanze locali col Pd. Ma a sinistra scoppia la bufera.

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Rossi vira: alleanze locali col Pd. Ma a sinistra scoppia la bufera.

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 23-10-2014 Roma Politica Palazzo Chigi. Incontro Governo Regioni sulla legge di stabilità Nella foto Enrico Rossi Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 23-10-2014 Rome (Italy) Politic Palazzo Chigi. Government and Regions Meeting on Stability Law In the photo Enrico Rossi

«Modello Toscana per le regionali in Lazio e le comunali». Una metà di Liberi e Uguali dice no

Paolo Ceccarelli

 

Un centrosinistra modello Toscana per fermare l’avanzata del centrodestra e del Movimento Cinque Stelle nelle Regioni e nei Comuni che andranno al voto nei prossimi mesi. E per quanto riguarda la politica nazionale, l’appuntamento è a dopo il 4 marzo e a quel che succederà dentro il Pd, cioè se la leadership di Renzi sarà messa in discussione o meno. Pensa (e lavora) a questo schema il governatore Enrico Rossi, affidando a Facebook il suo «contributo» alla discussione interna a Liberi e Uguali, la formazione di Piero Grasso che in queste ore si sta dividendo sulla posizione da prendere alle Regionali del Lazio e della Lombardia. Facendo arrabbiare Sinistra Italiana, la forza politica che insieme a Mdp, il partito di Rossi, e Possibile di Civati ha creato la lista Liberi e Uguali. «Con Gori (Giorgio, candidato governatore del Pd, renziano, ndr ) in Lombardia è opportuno aprire un confronto sul programma, perché rispetto a Maroni non basta #faremeglio, come dice lo slogan di Gori, ma si deve cambiare idee e politiche — scrive Rossi — Nel Lazio non sostenere Zingaretti (il candidato Democratico, non renziano, ndr ), un uomo di sinistra, è un errore perché dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri». Mentre alle Politiche, dice il governatore, «siamo in competizione con il Pd e impegnati a battere la sua attuale linea politica, offrendo un sicuro approdo di sinistra ai tanti che quel partito ha deluso; più noi saremo forti più il Pd potrà essere spinto a cambiare». È uno schema che ricalca quello che governa la Toscana, dove Pd e Mdp sono alleati in Regione e in molti Comuni, a cominciare da Firenze. «Il modello di coalizione che abbiamo in Toscana ha portato risultati e non va disperso: la questione non è la posizione di Rossi, che è stato eletto dai toscani, ma la prospettiva di una sinistra di governo», spiegano gli uomini più vicini al governatore, facendo notare che Laura Boldrini e anche lo stesso Grasso hanno pronunciato parole simili a quelle di Rossi sulle alleanze alle Regionali.

Ma l’anima più radicale di Liberi e Uguali, che per gran parte proviene da Sinistra Italiana, ha già iniziato a cannoneggiare questa impostazione. Sia a livello nazionale che a livello toscano. «Da più parti, ultimo il governatore Rossi, si continua ad usare l’ argomento del fronte contro le destre per costruire alleanze con il Pd alle prossime elezioni regionali. Argomento che se accettato porterebbe dritti alla desistenza nei collegi uninominali e allo stravolgimento delle ragioni per cui nasce Liberi e Uguali», attacca Paolo Cento, responsabile nazionale enti locali di Sinistra Italiana, secondo cui anche nelle Regioni «si vince sulla discontinuità e non sul frontismo». Ancora più duro il coordinatore toscano di Sinistra Italiana Marco Sabatini: «Dobbiamo avere una posizione netta, perché sarebbe imbarazzante essere contemporaneamente alleati col Pd alle Regionali e contro il Pd alle Politiche, visto che si vota lo stesso giorno…». E in Toscana? «Sono contento che qui non si voti per la Regione», dice con una battuta Sabatini. Ma alle Comunali in programma subito dopo le Politiche — Pisa, Siena, Massa, solo per citare le città più grandi — il centrosinistra potrebbe presentarsi esattamente con il tandem Pd-LeU più eventuali liste civiche. Ed è anche in vista di questi appuntamenti che Rossi spinge sul modello Toscana, per «non disperdere il patrimonio di governo del centrosinistra in questa regione», dicono dalle parti del governatore.

Lo scontro dentro Liberi e Uguali rischia di ripercuotersi anche sulle candidature al Parlamento. Per il collegio di Firenze Rossi ha lanciato Roberto Speranza, uno dei fondatori di Mdp, proprio nell’ottica di dare un punto di rifermento nazionale alla «sinistra di governo» toscana, in chiara contrapposizione a Matteo Renzi ma anche al segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che potrebbe candidarsi a Firenze o a Pisa, dove è nato e ha studiato. Fratoianni ieri ha risposto così a Rossi e all’appello per il centrosinistra unito lanciato da Prodi e Veltroni su Repubblica : «Gli appelli alla responsabilità non bastano, qui il punto è il giudizio di merito, il giudizio politico», ha detto. E il suo giudizio sulle alleanze è molto diverso da quello di Rossi.

 

Venerdì 12 Gennaio 2018, Corriere Fiorentino.

corrierefiorentino.corriere.it/

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