Turismo 4.0 Un patto da 5 miliardi Mibac-Intesa.

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Turismo 4.0 Un patto da 5 miliardi Mibac-Intesa.

 

ASSE PUBBLICO PRIVATI
Sul turismo pubblico e privato decidono di procedere appaiati. È questo il senso dell’accordo triennale di collaborazione sottoscritto ieri a Roma dal ministero dei Beni culturali e da Banca Intesa Sanpaolo: quest’ultima mette a disposizione un plafond di 5 miliardi di euro nel triennio 2018­2020 destinato prioritariamente alla predisposizione di un vero e proprio “Patto per il turismo 4.0” e una serie di linee di azione comuni per le imprese e le filiere del settore. I fondi serviranno per aprire linee di credito in favore delle imprese turistiche, purché i progetti d’investimento e di sviluppo siano coerenti con quanto scritto da ministero e Regioni nel piano strategico del turismo 2017­2022. pagina 13 Sul turismo pubblicoe privato decidono di procedere appaiati. È questo il senso dell’accordo triennale di collaborazione sottoscritto ieria Roma dal ministero dei Beni culturali e da Banca Intesa Sanpaolo. Quest’ultima mette a disposizione, nei tre anni 2018­2020, 5 miliardi di euro per aprire nuove linee di credito in favore delle imprese turistiche, purché i progetti di investimento e sviluppo siano coerenti con quanto scritto da ministero e Regioni nel piano strategico del turismo 2017­2022. Un piano che per il 2018 è stato declinato dal ministero in 50 progetti da realizzare grazie alla disponibilità di 700 milioni di euro. «L’accordo con Intesa Sanpaolo ­ ha commentato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini ­ rappresenta un cambio di passo del sistema Paese, che si trovaa governare l’impetuosa crescita turistica, ma che ora ha chiara la strada da percorrere. C’è, però, l’urgenza che i privati investano, perché siamo in ritardo rispetto alle prospettive di sviluppo che i numeri ci prospettano». Si tratta di una tendenza in atto da alcuni anni e che anche le prime stime per il 2017 confermano. Nei primi nove mesi dell’anno scorso ­ ha sottolineato Francesco Palumbo, responsabile della direzione turismo del ministero ­ si è registrato un incremento dei flussi turistici nelle strutture ricettive corrispondente a 100 milioni di arrivi (+3,7%)e oltre 366 milioni di pernottamenti (+4,5%) rispetto allo stesso periodo del 2016. È, inoltre, cresciuta del 7% la spesa dei turisti stranieri, raggiungendo i 31,5 miliardi di euro, e la bilancia turistica dei pagamenti è aumentata del 3,3 per cento. Numeri che continueranno a crescere almeno fino al 2030a un ritmo del 3,3% l’annoe porteranno, secondo le stime della World trade organization (Wto), 1,8 miliardi di arrivi. Questo non farà che consolidare il peso del settore, che oggi ­ ha affermato Gregorio De Felice, responsabile dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, che ha presentato una ricerca dell’istituto ­ vale 185 miliardi di euro (il turismo rappresenta l’11.8% del Pil) e occupa tre milioni di persone. Questo grazie alla peculiarità del nostro Paese, capace di mettere in campo un’offerta differenziata: dalle città d’arte (che richiamano la maggior parte delle presenze), alle località marine, montane, lacustri e termali. E sempre più forte si farà la presenza di turisti provenienti dai Paesi asiatici e dalle economie emergenti, in particolare dalla Cina: sono stati 4,5 milioni i cinesi arrivati in Italia nel 2016, contro i 3,3 milioni che hanno preferito la Francia. La prospettiva di crescita de­ ve, però, fare i conti con la frammentarietà del sistema di accoglienza, la scarsità di grandi catene alberghiere, le ridotte dimensioni delle imprese del settore, la burocrazia, la necessità di formazione. Da qui l’accordo firmato ieri, che aumenta in modo significativo le risorse messe a disposizione da Intesa Sanpaolo per i crediti da concedere alle imprese turistiche: «Oggi ­ ha spiegato Stefano Barrese, responsabile Divisione banca dei territori ­ siamo nell’ordine di 1 miliardo l’anno, che diventeranno 5 miliardi nel triennio». Fondamentale è, però, procedere in sintonia con le indicazioni date dal piano strategico del turismo. Nella valutazione dei progetti, infatti, si terrà conto della coerenza con le prospettive di sviluppo dei prossimi anni e inoltre si procederà a una selezione degli interventi sulla base di fattori come la qualità del management, la formazione, l’utilizzo del web sia in chiave promozionale sia di monitoraggio del grado di soddisfazione della clientela. Quello siglato si può definire un patto per il turismo 4.0, perché fa proprie anche le opportunità offerte dal pacchetto industria 4.0. In particolare, si dovranno individuare gli strumenti per consentire alle imprese che accederanno ai 5 miliardi di credito di usufruire dei benefici del superammortamento e dell’iperammortamento anche per i progetti di ristrutturazionee riqualificazione degli edifici destinati al turismo e alla cultura.
31,5 miliardi La spesa degli stranieri La spesa in Italia dei turisti esteri tra gennaio e settembre 2017.
Il Sole 24 Ore.

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