Il medico scioglie le riserve sulla canditature.

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Il medico scioglie le riserve sulla canditature.

di ORLANDO PACCHIANI.

Il richiamo alla «forza morale» della città, al «senso di appartenenza e all’orgoglio», alla «voglia di dimostrare quanto davvero possiamo valere». Sono alcuni dei passaggi evocativi scelti da Fulvio Bruni (il testo integrale dell’annuncio su ) per annunciare la sua disponibilità a candidarsi a sindaco. Con alcune puntualizzazioni legate al percorso di costruzione di un’ampia coalizione di centrosinistra ma soprattutto con un macigno ancora da rimuovere dal suo cammino: la ferma volontà del sindaco Valentini di correre per il secondo mandato. Il Pd avrebbe prima dovuto risolvere questa situazione, ma le vicende degli ultimi giorni hanno consigliato a Bruni di uscire allo scoperto: prima la riunione della maggioranza dell’Unione comunale in cui è stato deciso l’appoggio alla sua candidatura, poi l’intervista del sindaco che chiedeva di giocare a carte scoperte. Il Pd avrà poi bisogno di un passaggio nell’assemblea cittadina (forse il 9 marzo), non propriamente scontato. Anche perché il sindaco ha colto subito la palla al balzo: «Invito Fulvio Bruni o chiunque altro a confrontarsi con le primarie», ha commentato. Bruni non ci pensa proprio, come il segretario Pd Vigni, anche se la sua accettazione è subordinata ad alcuni passaggi: «Centralità di un percorso civico – scrive Bruni – all’interno dei valori etici, morali, civili e dei diritti sociali che da sempre hanno ispirato la guida amministrativa della città; condivisione del percorso con le forze civiche e politiche progressiste e di centrosinistra; strutturazione di un programma unitario che si richiami ai valori sopra descritti e metta al primo posto la città con tutte le eccellenze presenti; valorizzazione di quanto di buono è stato realizzato e forte attenzione alle criticità passate e recenti». Parole e percorso che subito hanno trovato apprezzamento in un potenziale alleato, come trapelato ieri da ambienti di Liberi e Uguali. Bruni ha specificato che «nessun esponente politico mi ha mai fatto una reale proposta strutturata e definitiva. Ho avuto contatti con molti addetti ai lavori, anche di liste civiche attualmente in lizza», ma soprattutto «molti senesi mi hanno fermato nelle nostre vie per avere chiarimenti». E per lui c’è già la sensazione di sentirsi «fortemente gratificato da chi mi chiede, come persona nata e cresciuta a Siena, di mettermi in gioco vedendo, forse, in chi possiede tali caratteristiche di appartenenza, la storia umana di ogni senese che ha a cuore la propria città. Tutto questo nel rispetto assoluto di chi ha amministrato fino ad oggi e di chi vuol provare ad amministrare in futuro». Intervento che il sindaco ha commentato così: «Mi fa piacere che la mia intervista abbia stimolato un po’ più di chiarezza. Non vedo perché il Pd dovrebbe rinunciare ad avanzare una propria candidatura, dopo aver rimesso a posto i conti, potenziato servizi e rilanciato investimenti, contribuendo a far ripartire economia e vitalità cittadina, come confermano i dati. Ho salvato Siena, i cittadini lo riconoscono. Credo che gli elettori del centrosinistra abbiano il diritto a scegliere il proprio candidato con procedure di partecipazione piuttosto che subendo accordi di potere».

 

Fonte: La Nazione Siena, www.lanazione.it/siena

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