Silenziatore al gioco d’azzardo.

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Silenziatore al gioco d’azzardo.

Il Comune torna all’attacco nella lotta contro la ludopatia: da oggi un’ordinanza impone la chiusura delle sale gioco dalle 18 alle 24 mentre le slot machine nei bar o tabaccai dovranno restare staccate dalle 13 alle 19
michele bocci
Macchinette in silenzio per sei ore ogni giorno, schermi spenti e niente giocate nel pomeriggio oppure di sera. Il Comune di Firenze torna all’attacco del gioco d’azzardo negli esercizi commerciali e con un’ordinanza che oggi sarà nell’albo pretorio e presumibilmente da domani produrrà i suoi effetti riduce gli orari di apertura delle sale giochi e di accensione delle slot. Per le prime si prevede la chiusura tutti i giorni dell’anno dalle 18 alle 24. Per quanto riguarda le macchinette che si possono trovare nei bar, nei tabaccai, nei ristoranti o negli hotel, dovranno restare staccate tutti i giorni dalle 13 alle 19. « Nel primo caso abbiamo voluto tutelare le persone dipendenti dal gioco, che la sera scommettono di più – spiega l’assessora allo Sviluppo economico Cecilia del Re – Nel secondo abbiamo pensato ai giovani, che magari entrano in un bar dopo la scuola e si fanno attrarre dalle slot».
Contro un’ordinanza più restrittiva di questa gli esercenti avevano presentato e vinto un ricorso al Tar l’anno scorso. «Abbiamo ridotto l’orario di chiusura rispetto all’atto precedente dice sempre Del Re – Inoltre adesso ci basiamo su uno studio commissionato all’Università di Firenze e su un’intesa dello Stato-Regioni che nel settembre dell’anno scorso ha dato la possibilità ai Comuni proprio di bloccare queste attività per sei ore. Ora comunque ci aspettiamo un altro ricorso».
L’avvocato Cino Benelli, che ha assistito alcuni degli operatori fiorentini ma anche di Livorno e Grosseto nei giudizi degli anni passati, tutti con esito favorevole per i privati, dice: « Sono curioso di vedere se alla base di limitazioni orarie così incisive, superiori a quelle disposte in tutto il resto d’Italia, c’è un’istrutturia sufficiente. E poi voglio vedere se c’è una differenziazione adeguata a seconda del tipo di esercizio». Le parole del legale fanno capire che se l’atto comunale sarà ritenuto non del tutto corretto ci sarà, come atteso da Del Re, un nuovo ricorso.
I dati dell’Università dicono, tra l’altro che a Firenze la distribuzione dei punti gioco è cinque volte superiore a quella del resto della Toscana. L’azzardo è incrementato negli ultimi due anni di più del doppio rispetto al resto del Paese, con una spesa pro-capite per che supera del 6% la media pro-capite nazionale.
«A questi dati corrisponde negli ultimi 16 anni un aumento del 76% delle richieste ai centri Serd per disturbo da gioco d’azzardo. Per questo – spiega sempre l’assessora di Palazzo Vecchio – andremo avanti con la lotta alla ludopatia per tutelare la salute dei nostri cittadini, non solo con provvedimenti restrittivi ma anche puntando sulla cultura. Ad esempio estendendo, come abbiamo fatto, gli orari di apertura delle biblioteche comunali: meno macchinette, più salute pubblica».

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