Di Maio e Di Battista a Strasburgo il via alla fase antisovranista

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Di Maio e Di Battista a Strasburgo il via alla fase antisovranista

Stamattina i due leader 5S in Francia per aprire la campagna delle europee: l’obiettivo è arginare Salvini senza inseguirlo a destra

Annalisa Cuzzocrea,

Roma Non sarà una campagna elettorale sovranista, quella del Movimento 5 stelle in Europa. Al contrario: Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, stamattina dalle 10 a Strasburgo, faranno una serie di dirette Facebook per lanciare la corsa alle elezioni di primavera. E lo faranno in perfetta antitesi con Matteo Salvini.Nelle riunioni degli ultimi giorni, quelle che stanno definendo la strategia, con Pietro Dettori, Cristina Belotti, Rocco Casalino e Davide Casaleggio, i due frontmen M5S hanno messo da parte l’idea di rilanciare sui temi dell’asse che vede insieme il leader della Lega con la francese Le Pen, il polacco Kaczynski, lo svedese Jimmie Akesson e l’olandese Geert Wilders. Per realizzare il sogno di un gruppo nuovo, e mettere insieme forze di diversa natura come quelle già contattate ( che vanno dalla destra nazionalista polacca alla sinistra populista croata), serve essere trasversali. E per sperare in un buon risultato, che non porti a un esito dato da molti già per scontato, la perdita di almeno due ministeri nel governo, bisogna lasciare il campo degli alleati- avversari e trovarne un altro. Che Salvini non abbia già arato a dovere. Farlo con uguale impatto non è cosa da poco. Soprattutto perché stavolta, a differenza del 2013, non c’è neanche la spinta no euro: un messaggio forte, ma messo per ora in cantina. Nessuna Italexit, nessuna frontiera da difendere. L’idea di Di Maio e Di Battista, che si lanciano insieme nella campagna per cercare di smentire ogni rivalità, è quella di puntare su un’Europa politica. Attaccando la finanza, le banche, i burocrati. Proponendo una riforma che renda il Parlamento europeo più simile a quelli nazionali, capace quindi anche di legiferare. Ma senza entrare in collisione, come era parso da alcune dichiarazioni qualche settimana fa, con la commissione europea. Di Battista tornerà certamente sugli attacchi ad Autostrade e al gruppo Benetton, considerato il simbolo di un’Europa che svende se stessa agli interessi di pochi. Il vicepremier e l’ex deputato si presenteranno come ” gilet gialli di governo”. La scelta della Francia come prima tappa non è per niente casuale e non è legata solo all’Europarlamento. Nessuno esclude, infatti, che con gli attivisti francesi si cerchino ancora contatti, nonostante molti di loro abbiano già declinato gli inviti. I 5 stelle proveranno a fare proprie le istanze antiestablishment del movimento d’Oltralpe figendo di non sapere che in Italia, adesso, sono loro a detenere il potere. Incantesimo demandato a Di Battista, che non avendo ruoli può agire più liberamente nelle piazze e in tv. Il ritorno alle origini, che non può avere al centro l’ambientalismo viste le alleanze cercate, si concentrerà su democrazia diretta e costi della politica (protagoniste del “manifesto” in fase di redazione). Le prime proposte di tagli alle burocrazie di Strasburgo e Bruxelles, a partire probabilmente dagli stipendi degli europarlamentari. arriveranno già oggi. Mentre alla Camera e al Senato gli eletti M5S nelle diverse commissioni presenteranno idee per le europee, la scadenza era oggi, chieste dal capo politico nel tentativo di farli sentire coinvolti. Nonostante tutto sia già stato deciso.

Fonte: La Repubblica, https://www.repubblica.it/

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