SE UN SINDACO FA A MENO DELLA DEMOCRAZIA

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SE UN SINDACO FA A MENO DELLA DEMOCRAZIA

Mauro Pagliantini

SE UN SINDACO FA A MENO DELLA DEMOCRAZIA

intervento del movimento Per Siena

SIENA – Il sindaco di Siena svuota il Consorzio per la tutela del Palio di una delle funzioni principali: la gestione delle trasmissioni televisive. Si tratta di un fatto grave e preoccupante nei confronti di un organismo storico che risale al 1981, braccio operativo delle diciassette Contrade, che esprimono la totalità della compagine societaria.

La presa di posizione è di non poco conto, e rappresenta un punto di non-ritorno: De Mossi sfida apertamente le storiche istituzioni senesi, facendo prevalere un atteggiamento populista,decisionista,teso ad evitare un civile confronto con organismi intermedi. In questo caso stiamo parlando di un’emenazione diretta delle Contrade. Il sindaco esprime un “me ne frego” di antica memoria: supera tutto e tutti, cercando di affermare, come il altre circostanze, un rapporto diretto con “il popolo”, gestendo a suo uso e consumo i mezzi comunicazione. 

A Siena – e questa è la riprova definitiva – c’è un capo che decide, non un sindaco che dovrebbe mediare,esercitare una pressione morale, per arrivare a concertare la gestione della cosa pubblica. De Mossi salta tutte le procedure istituzionali, assume atteggiamenti poco rispettosi, vive con fastidio le sedute comunali(dove staziona il meno possibile) e persino i momenti rituali e solenni, che diserta in maniera sistematica. Nella logica del “capo” i conflitti o le crisi sociali si tenta di risolverli con l’intervento diretto, scavalcando tutti (compresa la giunta che presiede). Ci chiediamo: perché, invece di scrivere una “letteraccia”, non si è messo ad un tavolo con chi fino ad oggi ha gestito i rapporti con i media, cercando di definire i correttivi necessari? 

Temiamo che il decisionismo sia legato ad un aspetto ideoogico, ma anche a un aspetto pratico: essendo un avvocato a tempo pieno e un sindaco part-time, De Mossi non può perdere tempo per lunghi e fastidiosi incontri. Il dialogo e le trattative sono per lui superflui: evitando un confronto democratico si guadagna tempo! Così De Mossi unisce l’utile al dilettevole: individuato il nemico (in questo caso gli animalisti e certi atteggiamenti dei media), usa social e gionali amici per mostrare i “muscoli” a difesa della “gente”(“prima i senesi” verrebbe da dire, parafrasando Salvini).

Visto l’atteggiamento, c’è un’altra inquietante questione all’orizzonte. L’imminente rinnovo di alcune cariche importanti negli organismi contradaioli(vedi Magistrato delle Contrade) potrebbe stimolare, ancora una volta, un intervento diretto del sindaco, teso a superare le mediazioni e i confronti, per condizionare la libera scelta delle Contrade. Sarebbe un atto di una gravità enorme, ma non ci stupirebbe.

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