Siena Parcheggi uber alles

La scuola senese ha bisogno di scelte immediate
23 Febbraio 2021

Siena Parcheggi uber alles

di Pierluigi Piccini

 

Nonostante che  faccia parte della commissione per la definizione dello statuto del Santa Maria della Scala, sono venuto a conoscenza di alcune ipotesi gestionali per il futuro dell’antico Ospedale solo dalla stampa. Così abbiamo appreso che, con molta probabilità, anzi quasi sicuramente, non sarà rinnovato il contratto ad Opera Laboratori (dopo le ultime decisioni aziendali non esiste più la specifica “Fiorentini”). Del resto l’ipotesi di rescissione, dopo cinque anni, è stata inserita nell’atto di assegnazione redatto dall’amministrazione Valentini. In più veniamo a sapere, sempre dalla stampa, che esiste una ipotesi concreta che prevede il passaggio dell’attuale personale in carico ad Opera e di altre cooperative alla Siena Parcheggi. Ebbene, ragioniamo come se questa ipotesi fosse vera. Il costo del personale ad oggi si aggira intorno al milione di euro, che andrebbe a gravare sulla società – la Siena Parcheggi, appunto – che una volta era il “tesoretto” del Comune. Dico era perché attualmente per diverse concause compresa quella legata al covid, non è più tale. Quindi ulteriori costi potrebbero significare un aumento delle tariffe, vista anche l’assenza di un turismo che, presumibilmente, continuerà a latitare per diverso tempo. Da considerare, inoltre, la politica di incentivazione alla presenza in città messa in atto dall’Amministrazione comunale, con la decisione di offrire parcheggi gratuiti. È una crisi che nel medio, lungo periodo potrebbe andare a penalizzare abbonamenti e tariffe agevolate per i senesi. Inoltre, le difficoltà economiche potrebbero influire negativamente su investimenti sempre più indispensabili per una gestione del traffico e della sosta innovativa, all’altezza delle mutate esigenze. Il personale di Opera verrebbe impiegato sostanzialmente per la bigliettazione, e non altro. L’altro è tutto ciò che significa la gestione di un centro culturale: dalla comunicazione, alla organizzazione degli eventi, alla proprietà dei strumenti che appartengono, ovviamente, al gestore e che andrebbero sostituiti o comprati. Sono tutti costi che ricadrebbero o sulla Fondazione, o sul nuovo gestore. Ma c’è di più. I biglietti, per essere venduti in numero consistente, hanno bisogno di avere alle spalle dei tour operator, possibilmente incentivati a proporre, accanto al Santa Maria della Scala, le altre attrazioni culturali cittadine e, magari, un soggiorno prolungato in città e in provincia. Quindi, oltre ai costi del personale, per la gestione dei biglietti ci sarà sicuramente un costo per un soggetto che dovrà occuparsi di questi aspetti, i più delicati e strategici per una buona riuscita della annosa questione del rilancio del Santa Maria della Scala. Si può ben capire che a costi di gestione si aggiungano tanti altri costi. Queste inevitabili “sofferenze” saranno a carico di chi? Non certo della prevista Fondazione, perché prima di prendere su di sé questioni così complesse e costose, avrà bisogno di farsi le ossa e trovare risorse adeguate. Allora perché non scegliere la strada più semplice e più economica? Se proprio si ritiene terminato il rapporto con Opera dopo i primi cinque anni, si faccia una bella gara pubblica all’insegna della qualità. Gara alla quale potranno essere invitati a partecipare i migliori player del settore: toh! Ad esempio anche di Napoli, perché no? Percorso, questo, che dovrebbe coinvolgere anche la nuova Fondazione Santa Maria della Scala, in modo che possa dire la sua rispetto a una missione che la vedrà responsabile del buon andamento del Santa Maria della Scala per i prossimi due, tre anni. Scongiurando, così facendo, il pericolo che la gestione dei biglietti possa diventare l’unico parametro di giudizio sul suo operato.

 

 

Fotografia dal web (se la pubblicazione viola eventuali diritti d’autore, vi chiediamo di comunicarcelo e provvederemo immediatamente alla rimozione)

Lascia un commento