I magistrati replicano a Renzi “Inaccettabili le sue accuse”

Fabrizio De André – Il testamento di tito
22 Novembre 2021

I magistrati replicano a Renzi “Inaccettabili le sue accuse”

La nota dell’Anm dopo che il senatore sull’inchiesta Open aveva parlato di “ processo politico” Chiusa la Leopolda, ora Iv cerca i candidati per le prossime comunali. A partire da Lucca
di Ernesto Ferrara
«Accuse gravissime quelle di Renzi. Il rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza della giurisdizione sono capisaldi di democrazia, specie per i rappresentanti della politica». Attacco e contrattacco. Con un duro comunicato domenicale l’Anm, l’associazione nazionale dei magistrati, ribatte alle bordate sul caso Open che il leaderdi Italia Viva aveva lanciato dal palco della Leopolda sabato. Non solo un’arringa difensiva su sè stesso ma anche un’apologia del garantismo e un j’accuse alla magistratura italiana, al sistema delle intercettazioni, alle correnti del Csm, al « populismo dei pm » . « Tesi inaccettabili quelle del senatore Renzi, come quella di voler imbastire “un processo politico alla politica”», risponde ieri l’Anm parlando di « ripetuto schema» e di «parole che gettano discredito non solo e non tanto sui magistrati impegnati in quel procedimento ma sull’intero ordine giudiziario ingenerando dubbi nei cittadini ». Proprio mentre comincia una fase in cui Renzi potrebbe anche decidere di farsi interrogare nella vicenda Open è un nuovo clamoroso scontro che esplode con le toghe. Ma anche il quadro politico cambia, dopo questa Leopolda « Nè coi sovranisti nè coi populisti » teorizza il leader di Italia Viva Matteo Renzi dal palco invocando in uno spregiudicato mix l’elasticità in politica teorizzata da Aldo Moro alla vigilia del compromesso storico e il tatticismo del Principe di Machiavelli. « La parola mi fa venire l’orticaria ma si vince al centro » riconosce l’ex premier mandando in soffitta l’era della rotta obbligatoria di Iv nel centrosinistra e col Pd. E di colpo sono pure le architetture del futuro politico toscano a cambiare prospettiva, perchè gli strateghi renziani di Toscana tessono trame inedite per le amministrative 2022. «Il Pd si grillizza, la destra è sovranista. Noi facciamo altro con chi ci sta, c’è una prateria nel mezzo » è la linea e su Lucca, Pistoia, Carrara e Forte dei Marmi ci sono già progetti e ragionamenti in campo. La stagione delle « mani libere » può cominciare. Ma c’è da capire che effetti avrà sulle alleanze vecchio modello, sui governi esistenti: quando a lungo potrà resistere indenne l’asse Pd-Iv di Nardella a Palazzo Vecchio e di Giani in Regione se davvero i renziani cominciassero a fare terzi poli magari di sponda con la destra moderata? Dopo il Quirinale è uno scenario più che verosimile. E un periodo super- thriller si riapre. Suggestioni e progetti rimbalzano dal board del renzismo toscano. Strategie per le amministrative 2022. Ad esempio Lucca. Dove a dicembre il Pd e le forze di sinistra faranno primarie in cui Iv non si riconosce. I renziani si riconoscono invece nel progetto di una corsa del guastatore Giorgio Del Ghingaro, ora sindaco a Viareggio, fresco di consulenza all’ex braccio di destro del governatore Rossi Ledo Gori: la sua potrebbe essere una candidatura civica fuori dai poli che potrebbe riservare sorprese intercettando il bacino del centrodestra moderato, molto forte nella città delle mura, antica roccaforte bianca. E che farà Iv a Pistoia? Nè con la destra di Tomasi e verosimilmente nemmeno con il Pd: non tanto per la candidata che ha in mente, Federica Fratoni, ma per il fatto che medita di andare coi 5 Stelle. Alla fine la scelta potrebbe cadere su un volto di bandiera, forse l’ex deputato Edoardo Fanucci. E soli i renziani potrebbero andare pure a Carrara, se il Pd confermerà l’accordo coi grillini eredi del sindaco uscente Francesco De Pasquale. Anche a Forte dei Marmi possibili sorprese: il Pd si prepara ad insidiare (con il deputato Buratti?) il super chirurgo sindaco uscente neo ricandidato Bruno Murzi, che ha l’ok di Iv già nel taschino. Chissà se il Pd toscano saprà sacrificare Renzi in nome del campo largo lettiano con sinistra e 5 Stelle. Rebus già carico di tensioni; «Io alla Leopolda non sono mai andato nemmeno per un saluto istituzionale » tiene ad esempio a dire l’ex governatore Rossi, vicino al dem Bettini, sferzando Giani, che l’asse con Iv lo rivendica. Uno scontro finale sulla rotta politica tra correnti e sottocorrenti dem, in questi giorni peraltro iperattive sulla sanità, già si preannuncia. E la nascente nuova area liberal e super dialogante con Renzi da questo punto di vista è un segnale che promette scossoni.

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