Le nomine in Fondazione

Ritorno in classe per 235 mila studenti fino alla prima media
7 Aprile 2021

Le nomine in Fondazione

di Pierluigi Piccini

Allora ci siamo fra poco avremo tutti i nomi dei vari soggetti designati per la Fondazione Monte dei Paschi. Quattordici persone per la deputazione generale. Deputazione generale che dovrebbe esprimere le linee di fondo strategiche della Fondazione e che dovrebbe vigilare sulla applicazione degli obiettivi fissati. Basti ricordare che, per un mostro giuridico, la Fondazione una volta insidiatasi non risponde più, almeno non dovrebbe per legge, agli enti nominanti. Allora, domanda: cosa vanno a fare queste quattordici persone? Qual è il loro mandato? E’ concordato fra i vari soggetti interessati alle nomine od ognuno tira l’acqua al suo mulino. Abbiamo sentito che ci sono grandi mal di pancia nella maggioranza comunale che ne dovrebbe nominare ben quattro. Da quello che si capisce i partiti che più pesano in termini politici avranno un proprio rappresentante che in analogia col metodo che ha portato alla costituzione della Giunta in essere, risponderà al soggetto che lo ha segnalato e ottenuto. E gli altri? La Provincia ha già provveduto a fare i suoi nomi tramite un bando, ma i vincitori saranno accompagnati da un atto di indirizzo, magari dopo una discussione consiliare. Ovvio che questo vale anche per il Comune di Siena. Il Comune e la Provincia si sono incontrate per stabile un percorso “condiviso” al di là dei nomi di propria spettanza? Non risulta. Il Volontariato? Le Università? insomma si è provato a mettere intorno a un tavolo i vari soggetti nominanti per tentare un progetto unitario e strategico? Non risulta. Eppure in questi momenti sarebbe stato più che mai utile. Ad esempio discutere sul futuro di una Fondazione di derivazione bancaria, ha ancora senso? Come impiegare gli utili derivanti dalla gestione finanziaria? Per quali obiettivi? La città e il territorio ne avrebbero bisogno, anche se scarsi, ma per fare cosa? Forse qualcuno a titolo personale ha tentato di mettere insieme gli “amici”, ma per propri fini. La morale sarà che ognuno cercherà il suo nella peggiore delle ipotesi, nella migliore gli enti nominanti saranno subalterni alle decisioni che vorrà prendere la Fondazione e neppure quella generale. E qui cade l’asino, il bello deve ancora venire quando si passerà alla nomina della deputazione amministratrice e a quella del presidente. E ciò a cui, con molta probabilità, assisteremo sarà la mancanza di una visione collettiva per il futuro del territorio cosa, in questo momento, quanto mai necessaria, new skin for the old ceremony! Penso che questa volta le nomine non serviranno neppure a misurare il potere di qualcuno…

Lascia un commento