Letta sferza il Pd su Mps. E i dem ammettono: “Furono fatti errori”

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Letta sferza il Pd su Mps. E i dem ammettono: “Furono fatti errori”

L’ex sindaco Valentini: ” Ricordiamo però che tutta la politica nazionale incensò l’operazione Antonveneta”. Roncucci: ” Sbagli non solo a sinistra”
di Alessandro Di Maria Con la lettera pubblicata ieri su Repubblica, la campagna elettorale a Siena del segretario del Pd Enrico Letta è entrata ufficialmente nel vivo. Lo ha fatto senza usare mezze misure, con parole forti, mettendo il partito, soprattutto a livello locale, di fronte alle sue responsabilità sulla vicenda del Monte dei Paschi. Un’autocritica che ci voleva e che forse serviva ben prima. «A Siena ci si illuse — uno dei passaggi fondamentali della lettera di Letta — quindici anni fa, di poter diventare il cuore della finanza italiana. Così non andò, come sappiamo. Ci sono stati errori e mancanze. Errori di sistema e della sinistra, sui quali è mio impegno rafforzare un’autocritica onesta e stimolare un radicale cambiamento. Possiamo voltare pagina. Io mi candido anche per garantire questa cesura». La parola nuova è «cambiamento », voltare pagina quindi. Chiudere una volta per tutte con il passato. La partita sul Monte è centrale per riconquistare quanto perso dal Pd alle ultime elezioni amministrative, quando l’attuale sindaco Luigi De Mossi ha approfitto della lotta fratricida tra l’ex sindaco uscente Bruno Valentini e l’altrettanto ex sindaco, ma di più lunga data, Pierluigi Piccini. «Quello di Letta è stato un intervento di grande ragionevolezza — commenta il presidente della Regione Eugenio Giani che ha appezzato quanto scritto — e animato da grande passione nel voler rappresentare Siena e la Toscana, nel sostenere Siena come la città delle scienze e della vita. Sul Monte io ritengo che incorporarlo a Unicredit sia un errore, come farne uno spezzatino. Condivido che si debba salvaguardare i lavoratori, il marchio e l’identità della banca. Ha ragione quando dice che dobbiamo guardare al futuro, il Monte si è fatto condizionare troppo da logiche nazionali. Oggi essere incorporato da Unicredit vorrebbe dire non essere uscito dalla valutazione critica degli errori del passato, ma diventarne la naturale conseguenza».
Lo stesso ex sindaco Valentini ha apprezzato le parole di Letta: «Qualunque candidato voglia fare campagna elettorale a Siena non può non partire dalle autocritiche su Mps. La banca comprò Antonveneta cash, perché c’era l’illusione di diventare, come ha scritto Letta, il cuore della finanza nazionale, ma mantenendo il controllo locale. L’operazione ebbe il consenso generale della città e della politica nazionale. Il Pd non può tirarsi indietro, la prima responsabilità è sua, però tutta la politica locale e nazionale incensò l’operazione. Il tema è come si esca da questa situazione senza distruggere una storia che dura da più di 500 anni. Di sicuro non con lo spezzatino». Anche il Pd locale fa autocritica: «Responsabilità passate sulla questione Monte dei Paschi esistono sicuramente — aggiunge Andrea Valenti, segretario provinciale senese — altrettanto sicuramente sono responsabilità condivise. Il Pd paga lo scotto di essere stato forza di governo in quegli anni, ed è necessario fare i conti con il nostro passato, ripercorrendo anche gli errori commessi. Ma i protagonisti della vicenda Mps sono molti, quanto meno tutte le forze politiche, fino agli organismi di controllo. Senza che, per altro, sia mai emerso alcun tipo di malversazione operata dai soggetti politici di allora. Continuare, come sta facendo la destra, ad imputare colpe, è facile propaganda che non serve a nessuno, tanto meno al futuro della banca e del territorio. Ha fatto bene Letta a fare proprio il tema di Mps, così come ha fatto bene a rilanciare un settore di sviluppo fondamentale per il futuro di Siena, quello delle Scienze della Vita con Siena che può diventare la capitale europea se non mondiale». Sulla stessa linea Massimo Roncucci, segretario del Pd cittadino: «Letta non prende la questione Mps alla larga, ma la affronta di petto. In questo ragionamento sollecita anche in modo onesto una riflessione sugli errori che ci sono stati, ma se riflessione ci deve essere, gli errori non sono stati fatti solo dalla sinistra. In questa città le responsabilità anche di quello che è stato sono diffuse, non lo dico per discolparci, lo dico perché se vogliamo guardare al futuro dobbiamo fare questa riflessione ».

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