L’idea di Giani: il 27 aprile via libera a cinema e teatri

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L’idea di Giani: il 27 aprile via libera a cinema e teatri

Il governatore ne ha già discusso con i colleghi delle altre regioni e la proposta dovrebbe essere formalizzata oggi, anche per le palestre
di Elisabetta Berti Ernesto Ferrara
« Decide il governo, ma la Toscana auspica che accanto ad alcune attività economiche dal 27 aprile possano aprire cinema e teatri. E con protocolli rigorosissimi anche palestre e piscine » . Per un momento Eugenio Giani alza lo sguardo oltre la cortina dell’emergenza sanitaria e batte un colpo sulla cultura e il tempo libero. Lo fa ieri mattina al tavolo ristretto dei governatore e degli assessori regionali alla cultura e lo farà stamani in un nuovo confronto alla conferenza Stato- Regioni. Ma il mondo dello spettacolo e della cultura si divide. Tanti teatri storcono il naso e frenano, come avvertendo il timore che una tempistica troppo ravvicinata possa rivelarsi un boomerang. Dal teatro Puccini a Rifredi. Solo la Pergola invece ci sta. Anche i cinema hanno dei dubbi. E il caso è servito.
«Ho chiesto che si punti a riaprire in massima sicurezza luoghi come i cinema e i teatri. Possiamo immaginare tetti di presenza calcolati in base alle dimensioni, accessi separati dalle uscite, naturalmente le mascherine e magari tamponi, o se sarà possibile anche una sorta di certificato vaccinale. Si farà tutto il necessario ma dobbiamo porci l’obiettivo di far vivere lo spettacolo e la fruizione culturale » , esorta Giani. Dario Nardella si associa ma senza fare date: « Ok la graduale riapertura degli stadi, ma allora si pianifichi anche la riapertura di cinema e teatri, specialmente se sono all’aperto. L’importante è avere finalmente regole semplici e coerenti e soprattutto date certe» scrive su Twitter il sindaco e il suo assessore alla cultura Tommaso Sacchi concorda. Ma è la data il nodo della discordia. « Probabilmente dal 27 aprile si potranno riaprire anche se sono in zona rossa i teatri e i cinema e questo secondo me e’ un bel segnale per la cultura. Questa e’ una delle proposte portate in conferenza delle Regioni, stiamo valutando, anche se al momento non c’è nessun provvedimento ufficiale » spiega Giani. E il mondo della cultura si interroga perplesso. «Non avrebbe senso» dice Lorenzo Luzzetti, direttore artistico del teatro Puccini, che non ha mai nascosto il suo forte scetticismo sull’idea di puntare a date ravvicinate. «Non ha senso per lo stesso motivo per cui non l’aveva la data del 27 marzo che annunciò il ministro Franceschini a fine febbraio. A pochi giorni di distanza non serve a nessuno, perchè nessuno farebbe in tempo a programmare gli spettacoli, allestirli, pubblicizzarli, comunicarli. Ci dicano piuttosto cosa succederà a giugno» spiega Luzzetti, che con il Puccini collabora con l’Estate Fiesolana. E avverte: « Se si comincia a chiedere che tutti gli spettatori facciano il tampone, diventa un disastro economico ed organizzativo » . Regole sicure per l’estate e possibilmente per l’autunno è anche la richiesta di Giancarlo Mordini, direttore del teatro di Rifredi: «E non serve a nulla correre a questo punto» avverte pure lui. Annunci di date a stretto giro « senza una vera conoscenza del mondo del teatro e del suo funzionamento » , spiega, sono «una gaffe che può procurare solo danni: ci sono dei colleghi della Sardegna che si erano attrezzati per fare spettacoli dopo il 27 marzo e poi è saltato tutto » . Si punta direttamente sulla prossima stagione dunque, per la quale serve una « decisione politica » prosegue Mordini. Alla Pergola invece sono pronti a ripartire in qualsiasi momento: « Il 27 aprile? Magari» risponde il direttore Marco Giorgetti, « a noi bastano pochi giorni e possiamo andare in scena. Se i criteri funzionano potremmo partire in anticipo con la nuova stagione, il 9 settembre » . Dieci giorni di preavviso sono troppo pochi per Matteo Nenciolini dell’associazione Firenze al cinema, di cui fanno parte Adriano, Fiorella e Marconi. « Il nostro mercato per ripartire ha bisogno di un preavviso più lungo: bisogna mettere film in data, presentarli al pubblico, organizzare le sale » . Quanto ai criteri « basta che non chiedano i tamponi a tutti, una cosa assurda » e « non ci deve essere più il coprifuoco, per lo spettacolo delle 21 è basilare».
Perplessità tra chi gestisce i palcoscenici Luzzetti (Puccini): “Preavviso breve per potere essere pronti”

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