Marrocchesi si guardi in casa

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Marrocchesi si guardi in casa

di Pierluigi Piccini

Devo dire che Picchi (commissario provinciale della Lega Toscana) è divertente, vediamo perché. Mi sembra di ricordare che il Comune di Siena sia gestito da una giunta di centrodestra che ha vinto le ultime elezioni per uno stretto margine, qualche centinaio di voti. E’ noto, inoltre, che chi ha in mano il potere normalmente ha anche le chiavi del consenso: nomine, assunzioni e via discorrendo. Le suppletive in generale raccolgono pochi votanti, con punte record di partecipazione, fino al 9 per cento. Queste elezioni piacciono poco per diversi motivi, ma soprattutto per l’indifferenza nei confronti di coloro che dovrebbero rappresentare il collegio elettorale di appartenenza. Le politiche non sono come le elezioni amministrative. Nonostante ciò Siena città ha avuto più votanti del resto del collegio 12 arrivando a un 45 per cento circa. Un voto in città che ha avuto un taglio fortemente politico: basterebbe citare la quantità di ministri e sottosegretari, di uno schieramento o dell’altro che hanno calcato il suolo senese, mai visti così tanti nelle competizioni precedenti. Salvini è venuto per ben nove volte a Siena, lo scontro con Letta era troppo stuzzicante per lui. Vorrei anche ricordare in molti, nello staff di Marrocchesi, ipotizzavano, non nella provincia, ma a Siena, la vittoria del loro candidato. Vittoria dovuta a diversi fattori: uno in modo particolare, la forte concentrazione di dipendenti del Monte dei Paschi, che a detta dei supporter del candidato del centrodestra non avrebbero votato il candidato del Pd. Le sceneggiate della Lega e la presentazione all’ultimo momento di un emendamento sul documento unitario sul Monte del Consiglio comunale stanno lì a testimoniarlo. Ebbene, il risultato è stato che la distanza fra Letta e Marrocchesi alla fine è stata superiore al quattro per cento che viste le premesse non è di poco conto. I motivi che hanno penalizzato lo schieramento di centrodestra che governa la città, che ha visto quasi fisso Salvini a Siena, e che pensava di vincere su Letta almeno nel capoluogo di provincia, sono da una parte proprio le critiche sulla gestione amministrativa di De Mossi. Dall’altra il fatto che una parte della compagine dei partiti che sostiene il sindaco non ha fatto la campagna elettorale per Marrocchesi per non rafforzare né la Lega, né De Mossi che si è spesso molto per il suo candidato. Sarebbe bene che qualcuno dello schieramento che ha perso le suppletive se ne rendesse conto, per fare una fotografia più realistica della situazione e mettesse in conto che la crisi della Lega si ripercuoterà inevitabilmente anche su Fratelli d’Italia. Partito che ha migliorato pur perdendo in alcune città, ma grazie al travaso di voti dal partito di Salvini. Del resto, la Meloni non si è mai vista a Siena nei giorni caldi delle elezioni. 

Per cambiare fronte, e leggendo i giornali regionali, abbiamo appreso che il Pd dopo questo risultato è obbligato ad allearsi a Siena se vuole pensare di vincere alle prossime amministrative quelle del ‘23. Io ci metterei anche che da qui al ‘23 dovremo vedere come si comporta il vincitore Letta sulle diverse questioni che sono sul tappeto, a partire proprio dal Monte: il futuro del Pd di Siena è nelle sue mani. Ma i giornali si chiedono anche con chi si deve alleare visto che le due forze in campo sono fra loro alternative, Cinquestelle e Siena Viva. Io direi che se queste sono le uniche scelte che ha difronte il Pd, allora auguri perché nessuna delle due ha un peso specifico per poter far vincere il partito di Letta a Siena. Staremo a vedere, ma il bello inizia ora.

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