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di Pierluigi Piccini

Da quello che si capisce dagli articoli di stampa di oggi 15 ottobre 2021 la situazione che si prospetta è la seguente: a UniCredit viene data una banca in bonis e il Tesoro riceverà una partecipazione minoritaria. Partecipazione che non dovrebbe creare problemi alla Comunità Europea. Tesoro che si farà carico delle parti che potrebbero creare ulteriori problemi all’operazione con UniCredit. Orcel non vuole nessun impatto sulla  banca che amministra, sul suo capitale e fare l’operazione a costo zero, come aveva detto a suo tempo Del Vecchio. Lo Stato farà fronte a queste volontà con due veicoli Amco e Fintecna sottoscrivendo, inoltre, l’aumento di capitale di  Mps. Aumento che così come viene ipotizzato creerà seri problemi ai soci privati. Per il resto, a oggi, non si sa nulla del Marchio, della Capital Service, del Consorzio, e della Direzione Generale. Se il marchio dovesse rimanere al Tesoro, così come qualcuno ha ipotizzato, diventerebbe inutilizzabile e depositato, con molta probabilità, in un cassetto. Ne sapremo qualcosa di più qualche giorno prima della presentazione della trimestrale di UniCredit fissata per il 30 di ottobre. E si conosceranno i dettagli dell’operazione solo qualche mese dopo. Senza conoscere per intero l’operazione è difficile esprimere giudizi, ma quello che si muove e da quello che si può capire, l’operazione che si sta mettendo in piedi annulla totalmente il Monte e con esso le aspettative del territorio. Territorio che si accorgerà della situazione lentamente, non da subito, normalmente queste operazioni avvengono utilizzando unguenti specifici. Spero sinceramente di sbagliarmi.

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