Mps, la mail in cui Rossi annunciava il suicidio creata dopo la sua morte

La falsa urgenza imposta al presidente Falorni
14 Gennaio 2022
News Press
14 Gennaio 2022

Mps, la mail in cui Rossi annunciava il suicidio creata dopo la sua morte

IL GIALLO DELLA TRAGEDIA DI SIENA
di Antonio Fraschilla
ROMA — Un suicidio in forse. David Rossi per la procura di Siena si è tolto la vita. La prova chiave di una tesi che ha retto di fronte ai tanti dubbi e alle controperizie è in una mail che l’ex portavoce della banca Monte dei Paschi manda due giorni prima della morte all’allora amministratore delegato Fabrizio Viola: «Stasera mi suicidio». La data esatta è quella del 4 marzo 2013. Rossi morirà cadendo da una finestra laterale della sede in piazza Salimbeni a Siena la sera del 6 marzo. Ma adesso dalle migliaia di pagine allegate alla richiesta di archiviazione della procura di Genova che indagava sui colleghi di Siena e su come erano state svolte le indagini, salta fuori una relazione della Polizia postale del 2020 che mette in dubbio la prova. Perché da una prima verifica questa mail risulta creata il 7 marzo, il giorno dopo la morte di Rossi.
L’Espresso ha pubblicato in esclusiva il testo della relazione. A pagina 31 si legge: «All’interno del file Outlook appare l’invio dell’email con la quale David Rossi comunica al signor Fabrizio Viola l’intenzione di togliersi la vita». Sono presenti due versioni di questa mail, «ma entrambe hanno data di creazione il 7 marzo 2013» alle ore 11,41. «Il delivery time è del 4 marzo 2013 alle ore 9,13 e in entrambe la frase riportata è “Stasera mi suicido, sul serio. Aiutatemi!!!”. Va rilevata l’anomalia, alla quale non è stato possibile trovare elementi di riscontro in questo hard disk».
Sulle mail scambiate quel 4 marzo da Rossi e Viola c’è poi un altro giallo. La mattina di quel giorno Rossi, intorno alle 9, inizia uno scambio che va avanti fino al pomeriggio con Viola. Alle 14,12 Rossi, sempre inoltrando le vecchie mail dando continuità alla conversazione e facendo riferimento alla perquisizione della Finanza, scrive: «Ho bisogno di un contatto con questi signori perché temo mi abbiano male inquadrato come elemento di un sistema e di un giro sbagliati… Mi puoi aiutare?». Viola alle 14,40 risponde: «…credo che la cosa migliore sia quella che tu alzi il telefono e chiami uno dei pm…». La conversazione viene chiusa da Rossi alle ore 17,12: «In effetti, ripensandoci, sembravo pazzo, a farmi tutti questi problemi. Scusa la rottura… ». La mail che annuncia il suicidio è delle ore 10,13, nel mezzo di questo scambio. Ascoltato dai magistrati senesi Viola dice a verbale: «Non ricordo di aver ricevuto questa mail delle 10,13 nella quale Rossi annunciava la sua volontà suicidaria ». Dopo la pubblicazione dell’Espresso il presidente della commissione parlamentare sul caso Rossi, Pierantonio Zanettin, ha chiesto un chiarimento ai reparti speciali dei carabinieri: «Abbiamo chiesto una verifica ampia su tutta la vicenda e all’interno di questo nostro mandato ho aggiunto anche una attenta analisi sulla data di creazione della mail».
L’avvocato Carmelo Miceli, legale della famiglia Rossi, aggiunge: «Pretendiamo ulteriori approfondimenti su delle mail che la Polizia postale ha già definito “artefatti”. Questi e numerosi altri aspetti di cui siamo in possesso che provano l’esistenza di lesioni non compatibili con una caduta, sono “fatti nuovi” per i quali chiederemo la riapertura delle indagini ».

Lascia un commento