«No alla privatizzazione di Mps» In Regione maggioranza Draghi

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«No alla privatizzazione di Mps» In Regione maggioranza Draghi

Pd, Iv, 5 Stelle, Lega e Fi votano insieme: lo Stato resti nella banca. Solo FdI si astiene

Mauro Bonciani

 

L’effetto Draghi è arrivato in Consiglio regionale. Così ieri l’aula ha approvato il documento sul Monte dei Paschi di Siena con il sì della maggioranza che sostiene il governo nazionale — Pd, Iv, M5S, Lega, Fi — e l’astensione di Fratelli d’Italia. La risoluzione è arrivata dopo oltre un’ora di mediazione con l’interruzione della seduta e una mattinata di dibattito che ha seguito la comunicazione del presidente della Regione, Eugenio Giani.

Punti cardine del documento condiviso da quasi tutti, prolungare la presenza dello Stato nel capitale della banca, «rinviare la privatizzazione» ad oggi prevista entro il 31 dicembre 2021 — «con la pandemia non è questo il momento di mettere la banca sul mercato», ha detto Vincenzo Ceccarelli (Pd) — salvaguardare l’occupazione e il marchio e mantenere a Siena la direzione della banca. Ma non solo, la risoluzione auspica la creazione di un «terzo polo bancario» con Mps come fulcro. L’effetto Draghi si è visto anche nel dibattito, lontano anni luce dalle tensioni di qualche tempo fa ( chi non ricorda il celebre «Mps, cuore della peste rossa», urlato da Beppe Grillo all’assemblea degli azionisti della banca senese nel 2014), un dibattito introdotto dalle parole di Giani che si è detto «estremamente perplesso» sulla incorporazione di Rocca Salimbeni in un altro istituto bancario, in pratica un no alla fusione. Oltre alla relazione di Giani, Pd, Italia Viva, Lega e Fratelli d’Italia hanno presentato atti sul futuro del gruppo, poi tutti ritirati — FdI a parte — per confluire nella risoluzione di mediazione che non fa alcun cenno al passato dell’istituto e ai motivi, anche politici, della sua gravissima crisi. E se i Dem con il capogruppo Ceccarelli hanno rivendicato il successo per l’atto quasi unitario, la Lega lo ha fatto per la parte della risoluzione che propone un advisor della Regione per mediare tra Fondazione, che ha chiesto 3,2 miliardi alla banca, e Mps stessa, e Italia Viva per il capitolo che auspica un «consolidamento tale da avere in Toscana la sede e la governance del terzo polo bancario a livello nazionale, favorendo un’aggregazione tra soggetti bancari paritetici». Mentre Forza Italia e M5S, che hanno votato sì, hanno voluto rimarcare le vecchie posizioni: «Il Pd ha rovinato Mps», ha affermato Marco Stella (Fi) mentre Irene Galletti (M5S) ha detto: «Mps non può essere trasformata in una nuova Alitalia, capace solo di divorare miliardi di euro di denaro pubblico». Francesco Torselli, capogruppo di Fdi, ha spiegato l’astensione con la coerenza al ruolo di opposizione. «Il progetto di incorporazione per fusione con altri istituti bancari trova in Consiglio regionale una ferma contrarietà e dà invece luce a un progetto di sviluppo e futuro della banca, in particolare del Centro e Sud d’Italia», ha commento Giani su Facebook .

 

 

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