Risaliti: “Riflettere è giusto, la retorica è fuori luogo”

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Risaliti: “Riflettere è giusto, la retorica è fuori luogo”

Il direttore artistico del festival delle luci: “ Ci vuole un confronto civile sul mecenatismo delle aziende, senza il quale faremmo ben poco”
Per adesso la posizione di Mus. e è quella del silenzio. A commentare le polemiche che si sono scatenate per la pubblicità agli sponsor interviene Sergio Risaliti, direttore artistico di F- Light: « Ho l’impressione che si stiano esagerando i toni, si siano persi i punti di riferimento e la capacità di autoanalisi, mi verrebbe da dire che chi è senza peccato scagli la prima pietra, e questo lo dico in generale » . Poi entra nel dettaglio: « In tutta Italia e nel mondo ci sono musei che sfruttano influencer, che usano occasioni mondane, accoglienze di ospiti illustri che possono servire a incrementare la promozione e le risorse di un museo, per non parlare degli eventi culturali. Diciamo che il perimetro della questione è difficile da definirsi, cosa sia giusto o scorretto. Dal punto di vista giuridico e amministrativo saranno gli organi preposti a giudicare. Qui c’è una posizione assunta dal sindaco che è di tutto rispetto e mi sembra di grande lucidità, dove dice che si continuerà come sempre nell’azione di tutela e valorizzazione del patrimonio. Però aggiunge opportunamente che non si possono tollerare degli attacchi anche verbalmente violenti nei confronti di una politica culturale che fuori di dubbio lavori costantemente alla conservazione e promozione del patrimonio ». Risaliti poi allude alle frasi di Eike Schmidt: « C’è chi dice “ sono rimasto inorridito e allibito”, e usa termini come “ vilipendio” tirando in ballo la Costituzione. Parole come queste sono abbastanza forti, io ritengo che si debba rientrare nei ranghi di un più civile confronto su un tema che ci vede tutti tante volte “ compromessi”, che è quello del rapporto con i famigerati sponsor, senza il cui mecenatismo faremmo ben poco, molto meno in termini di produzione culturale e probabilmente non avremmo le tante magnificenze cittadine ». Per Risaliti non è certo una novità di adesso, quella degli sponsor: «Siccome lo sport di questi giorni è esagerare retoricamente, mi viene da pensare che anche illustri famiglie fiorentine allestivano “loghi” promozionali della propria potenza e gloria su palazzi e monumenti cittadini. Riflettiamo su questo momento così esagerato, al netto degli incidenti di percorso, la Sovrintendenza valuterà come agire. Mi riferisco alla citazione degli sponsor nella coda di una proiezione multimediale che non è un fotogramma fisso o un manifesto monumentale pubblicitario come si può vedere in piazza Duomo o nel retro della basilica di Santa Maria Novella». Infine conclude: «Ho l’impressione che questa sia un po’ la punta di un iceberg e quindi più che riflessioni o commenti siano polemiche costruite per ingigantire qualcosa di più banale e generalizzato, strumentalizzazioni ideologiche utilizzate da certi profeti del giusto e del bello che pontificano troppe volte senza misura. Il taglio prospettico con cui sono guardate queste cose fa emergere una radicalizzazione dello scontro tra due anime cittadine, quella radicalmente conservatrice e una più aperta e tollerante nei confronti delle trasformazioni cui fisiologicamente deve adattarsi una città».
— a.d.m.

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