Ritorno in classe per 235 mila studenti fino alla prima media

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Ritorno in classe per 235 mila studenti fino alla prima media

La zona rossa non blocca il rientro in aula, restano invece in dad i ragazzi di seconda e terza e delle superiori, mentre nel personale 1 su 5 non è vaccinato
di Valeria Strambi
Spegnete tablet e pc. Non c’è zona rossa che tenga: da oggi in Toscana, come nel resto d’Italia, è previsto il rientro sui banchi di tutti gli alunni che frequentano gli istituti dall’infanzia alla prima media. Una platea di 235 mila studenti pronti a indossare di nuovo lo zainetto e a seguire le lezioni in presenza. Secondo l’ultimo decreto legge, anche laddove si supereranno i 250 casi ogni 100 mila abitanti, la priorità è riportare i ragazzi in classe. Il governo ha infatti deciso che questa misura varrà per tutte le Regioni, indipendentemente dal colore della zona e senza possibilità di appello da parte dei governatori. Ancora didattica a distanza, invece, per gli studenti di seconda e terza media e delle superiori. Per loro, prima di parlare di un rientro almeno parziale in presenza, ci sarà da aspettare che scatti il passaggio in fascia arancione.
In classe valgono le regole di sempre sul rispetto della distanza di sicurezza e sull’obbligo di tenere le mascherine dai sei anni in su. Mentre il programma della Regione ” Scuole sicure” va avanti con l’obiettivo di monitorare i contagi e contenere la diffusione del virus, c’è chi si è attrezzato con ulteriori iniziative. Da lunedì a Bagno a Ripoli partirà un giro di tamponi a tappeto organizzato dal Comune con il contributo di Menarini Diagnostics e il supporto delle associazioni di volontariato. A essere testati saranno in 2.600 tra docenti e alunni dalla prima media all’infanzia. Quanto alle vaccinazioni, il personale scolastico è stato inserito subito tra le categorie che ne avevano diritto in via prioritaria. A oggi l’adesione di presidi, insegnanti, custodi e amministrativi si è assestata all’80%, con circa 64 mila vaccinati su 80 mila. Questo significa però che uno su cinque non si è ancora fatto avanti per ricevere la prima dose.
Paura del vaccino? Volontà di avere maggiori certezze su AstraZeneca? Certo questo aspetto ha inciso, anche se le ragioni possono essere molteplici: « Alcuni hanno preferito aspettare perché soffrono di altre patologie e rientrano tra le categorie fragili per le quali sono previste differenti tipologie di vaccino — spiega Emanuele Rossi della Flc Cgil di Firenze — . Altri magari si sono ritrovati in quarantena e questo ha impedito loro di andare a ricevere la dose, altri ancora hanno già avuto il Covid e quindi devono aspettare. Non ci risultano aperte ostilità verso il vaccino e quindi contiamo che il numero aumenti ancora». Più scettici i dirigenti scolastici: «Il blocco temporaneo di AstraZeneca ha avuto un impatto negativo e qualcuno si è tirato indietro — sostiene Vera Brancatelli, preside del comprensivo Rosai — . Andrò a fare la seconda dose a maggio, ma non nascondo che tra i corridoi si respira una certa paura. Come datore di lavoro e responsabile della sicurezza sono preoccupata che non tutti l’abbiano fatto, ma non posso fare di più » . Anche Floriana Buonocore, preside del comprensivo Tozzi di Siena, conferma: « Essendo una scelta personale coperta da privacy noi dirigenti non abbiamo un registro di chi si è vaccinato e di chi no. Io l’ho fatto e spero serva da sprone » . Mani legate anche per Marco Menicatti, preside del comprensivo Barsanti: « Non abbiamo il potere di imporre al personale di vaccinarsi, ma credo che il governo dovrebbe invece prendersi questa responsabilità. Se vogliamo uscire dall’emergenza la politica deve avere coraggio. Con la mancanza di chiarezza si alimentano le diffidenze e gli insegnanti finiscono per sentirsi delle cavie». Ora il rischio è che anche chi ha fatto la prima dose ci ripensi: « Ci arrivano mail di persone in ansia, incerte sul presentarsi o meno al richiamo di AstraZeneca — rivela Claudio Gaudio della Cisl Scuola Firenze — . Io, dopo aver fatto la prima somministrazione, ho comunque contratto il Covid. Conto che mi arrivino presto indicazioni dalla Asl per capire se fare la seconda dose, aspettare per via degli anticorpi, oppure ricominciare tutto daccapo più avanti».

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