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Siena deve voltare pagina io candidato per rilanciarla

di Enrico Letta
Caro direttore, «ma proprio ora? Non era meglio rinviare all’autunno, dopo le elezioni?».
Sento spesso aleggiare questi interrogativi da quando, la scorsa settimana, in concomitanza con i risultati molto negativi degli stress test della Bce, è stato annunciato il negoziato tra Unicredit e Monte dei Paschi di Siena.
È un approccio vecchio alla questione che lascia intendere una strategia, o meglio una non strategia, di corto respiro: ancora un rinvio, poi magari di nuovo un altro, lasciando tutti – cittadini, lavoratori, investitori, istituzioni – nell’incertezza e nell’attesa non si sa più bene di cosa.
Io questo approccio lo rigetto.
Penso al contrario che il voto per le suppletive debba essere il momento della verità su Siena e non l’ennesimo esercizio di retorica di chi aggira i problemi reali, lasciandoli congelati e sullo sfondo.
Anche per questo ho deciso di accogliere l’invito del territorio a candidarmi per il centrosinistra: dire no sarebbe stata diserzione. Per la portata nazionale e internazionale della questione, certo.
Ma anche perché questo passaggio rappresenta una occasione di verità e riscatto per tutta la Toscana, con l’opportunità di mettere in campo con nettezza le idee chiave sul suo futuro.
Non una lista della spesa indistinta, ma poche e nette priorità. Occorre anzitutto un piano di investimenti serio per cultura, turismo, agroalimentare: parliamo di eccellenze mondiali che vanno rilanciate mettendo mano subito a carenze infrastrutturali e di mobilità non più sostenibili.
E poi lavoro e impresa, per un’area del Paese tra le più impoverite demograficamente con un rilancio di servizi di qualità, fondato su una interazione sana tra pubblico e privato.
Tutti temi di cui discuterò nelle prossime settimane nei 35 Comuni del Collegio, cercando di ascoltare e confrontarmi con i cittadini in nome di quella “prossimità” che voglio costituisca il tratto distintivo della mia segreteria.
Al di là di queste questioni pur centrali, ce ne sono tuttavia due sulle quali sarà prettamente nazionale il livello della risposta. E in entrambi i casi sarà l’autunno il tempo della responsabilità, il momento di prendere le giuste decisioni.
La prima, inutile dirlo, è il futuro del Monte. La seconda è quella di Siena capitale italiana delle Scienze della Vita, con la creazione di un vero e proprio distretto europeo, grazie alle risorse del Next Generation Eu presenti nel Pnrr.
Su Mps, lo abbiamo detto e lo ripetiamo con forza, la bussola che ci orienta ha quattro punti cardinali. La salvaguardia dell’occupazione, il no a ogni ipotesi di “spezzatino”, il mantenimento del marchio e del legame con la città e infine una continuità nell’accompagnamento dello Stato in questa complessa fase di riorganizzazione.
A Siena ci si illuse, quindici anni fa, di poter diventare il cuore della finanza italiana.
Così non andò, come sappiamo.
Ci sono stati errori e mancanze.
Errori di sistema e della sinistra, sui quali è mio impegno rafforzare un’autocritica onesta e stimolare un radicale cambiamento.
Possiamo voltare pagina. Io mi candido anche per garantire questa cesura.
Con l’impegno al mantenimento dei quattro obiettivi che dicevo e che abbiamo già posto all’attenzione del governo e del dibattito pubblico – lavoro, marchio e unità del gruppo, territorio, ruolo dello Stato – Mps può puntare a essere un importante punto di riferimento di un sistema bancario nazionale rilanciato in chiave più moderna ed europea, con evidenti implicazioni positive per il territorio e per la Toscana tutta.
Ma la partita sul Monte non deve far dimenticare che la città ha anche un’altra chance da giocarsi sul livello nazionale ed europeo: le Scienze della Vita. Il lavoro già importante finora fatto con Toscana Life Sciences, grazie alla Regione, agli Enti Locali, alla Fondazione e all’Università, può trovare nel dopo Covid un’accelerazione fondamentale per l’Italia. Si è parlato, durante la pandemia, di Siena capitale dei vaccini e si sono sottolineate le interazioni possibili tra pubblico e privato.
Ora con il Pnrr si può e si deve fare di più.
È l’occasione per il salto decisivo verso il distretto europeo delle Scienze della Vita, un progetto esemplare, paradigmatico direi, tra quelli attuabili nell’ambito del Next Generation Eu. Sta al governo, alla politica, al sistema tutto investire su questa prospettiva.
Due grandi partite nazionali, dunque. E, attenzione, si tratta di sfide complementari, non alternative: i due processi devono procedere in parallelo e integrarsi, perché dalle risposte che in autunno saremo in grado di dare a entrambe le sfide dipenderanno senza dubbio il futuro di Siena e della Toscana.
Ma la novità è che da questa partita potranno derivare grandi opportunità per l’Italia, perché mai come oggi è il Paese tutto ad aver bisogno di ridisegnare il proprio modello di sviluppo intorno a chiare e innovative missioni per i nostri territori.

(Pubblicheremo di volta in volta gli articoli dei candidati alle prossime suppletive)

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