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Siena, la palla al piede della Provincia

di Pierluigi Piccini

 

A Siena non si fanno investimenti, non si produce innovazione da tempo e la città arretra, trascinando nel precipizio un’intera provincia, stando all’annuale classifica curata dalla Sapienza per Italia Oggi. Perdere 30 posizioni in un anno è un record negativo incredibile: significa passare dalla quarta alla trentaquattresima posizione in un colpo solo. Non male, come biglietto da visita per chi rappresenta la città come l’avvocato De Mossi. Perché colleghiamo alla città i dati negativi? Semplice. Basta prendere le due posizioni estreme. Partiamo dal dato più negativo. La provincia di Siena è novantaquattresima per l’ambiente. Ora, considerando che in provincia la raccolta differenziata – parametro fondamentale – supera in alcuni Comuni di gran lunga l’80%, Siena città si ferma intorno al 40%. L’assessore comunale, come al solito, dà le colpe di questo insuccesso ai predecessori. Ma cosa sta facendo di nuovo e di diverso il Comune per stimolare i cittadini a un comportamento virtuoso? Solo un progetto carico di tante contraddizioni. Ricordiamo che l’attuale maggioranza disse no persino alla scontata mozione sulla diminuzione della plastica, presentata dal gruppo Per Siena, portando “ridicole” argomentazioni. Facile dire dei no e dare la colpa ad ogni piè sospinto ai predecessori, anche se il tempo trascorre e le colpe agli altri si rimpiccioliscono sempre più. Passando al dato più lusinghiero della classifica di Italia Oggi, la provincia di Siena è al primo posto per gli spettacoli e gli intrattenimenti culturali. In questo caso, il concetto è ribaltato. È la provincia che consente il primato, grazie alla capillare diffusione di teatri in ogni piccolo Comune e, ad esempio, ai due cinema multisala nella sola Val di Chiana che, parametrati al basso numero di residenti, alza enormemente l’offerta pro-capite. Analoga situazione si registra per le altre voci, ad esempio l’economia: ovvio che le imprese “vere” sono in provincia, mentre la città vive di terziario, con la situazione che sappiamo del Monte dei Paschi, e delle tante, troppe, rendite di posizione. Dove sarà Siena il prossimo anno? Il rischio di retrocedere ulteriormente potrebbe essere ancora possibile. Invece di produrre cultura ci si traveste da pagliacci e da Babbo Natale; invece di pensare alle infrastrutture si viaggia amabilmente con il trenino elettrico; si promuovono mercatini, raduni di automobili, bar e street food. I pochi convegni, come quelli sull’agricoltura, servono solo come vetrina per il sostenitore di turno che poi gira che ti rigira è sempre il solito da tempo. Convegni che creano il vuoto con il resto del territorio; se si deve parlare di vino o di produzioni di qualità, Montalcino, Montepulciano o il Chianti non sono attratti dalla città capoluogo. E comunque, andrebbero rispettati invece di usarli per accaparrarsi del loro lavoro (ad esempio Castellina in Chianti). Il Comune di Siena si isola, si contrappone al territorio, in una sfida perdente in partenza che sciupa la qualità complessiva della provincia. Una proloco si è impadronita dell’amministrazione pubblica, e probabilmente la giunta senese sperava di non dare nell’occhio. Poi, purtroppo, dall’esterno ti misurano.

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