Careggi, indagini sulla commissione

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Careggi, indagini sulla commissione

È la Cia, che decide la priorità nelle assunzioni e quindi nei bandi dei posti per universitari. Tra i 15 indagati anche la massima dirigente della sanità regionale, Monica Calamai, e l’ex prorettore dell’ateneo Paolo Bechi

gerardo adinolfi michele bocci

Un’inchiesta sull’università di Firenze che chiama in causa anche l’azienda ospedaliera, dove i professori fanno assistenza. Tra le 15 persone indagate dalla procura ci sono anche l’attuale direttore di Careggi, Rocco Damone, entrato in carica nel marzo 2018, e chi l’ha preceduto, cioè Monica Calamai, oggi seduta nella poltrona più importante della sanità toscana dal punto di vista tecnico, cioè il vertice del dipartimento dell’assessorato alla Salute. I due manager sono tirati in ballo nella parte dell’inchiesta che riguarda uno dei concorsi universitari di medicina più recenti, quello per il nuovo direttore della neurochirurgia universitaria Alessandro Della Puppa, appena arrivato da Padova e finito nel registro degli indagati. Il decreto del rettore che ha indetto il bando è del 27 novembre del 2017. L’inchiesta è partita da una denununcia di un professore di otorino, Oreste Gallo, a causa di un concorso bloccato nella sua disciplina. Gli investigatori della Finanza, guidati dal pm Tommaso Coletta, avrebbero trovato una serie di illeciti. In particolare al centro degli approfondimenti è finito la ” Cia” del dipartimento universitario di chirurgia e medicina traslazionale, che è stato appena sciolto dall’Università. Si tratta della “Commissione di indirizzo e autovalutazione”, un organo che programma tra l’altro i reclutamenti delle varie specialità e li propone al dipartimento. Dà quindi pareri su assunzioni o concorsi per associati o ordinarii. Per le accuse ci sarebbero stati due episodi nei quali le scelte della commissione non sono state lineari. Le persone indagate sono 15 e solo per tre, Damone, Calamai e una segretaria accusata di un falso, non è stata fatta la richiesta al gip per l’interdizione, particolare che potrebbe rivelare una minor gravità dei loro comportamenti dal punto di vista penale. Tra i 12 indagati per i quali dovrà invece esprimersi il giudice, c’è l’ex prorettore Paolo Bechi, andato in pensione nel novembre dell’anno scorso. A lui vengono contestati sia i due episodi che riguardano la “Cia” che il concorso della neurochirurgia. Gli altri indagati sono buona parte dei membri della commissione ( della quale fa parte anche Gallo). E cioè Massimo Innocenti, ordinario di ortopedia, Fabio Cianchi, ordinario di chirurgia generale, Donato Nitti, ordinario di chirurgia a Padova, Gabriella Pagavino ordinario di malattie odontostomatologiche, Nicola Pimpinelli, ordinario di dermatologia, Gianni Virgili associato di oculistica. Indagato anche Marco Santucci, ordinario anatomia patologica, e già direttore del dipartimento. Riguardo al concorso di Della Puppa, a parte il nuovo primario e oltre a Bechi, sono finiti nelle indagini tre pezzi grossi della neurochirurgia italiana, cioè i membri della commissione: Domenico D’Avella ordinario a Padova, Roberto Delfini ordinario alla Sapienza di Roma, Franco Servadei, ordinario all’Humanitas di Milano. Poi ci sono Calamai e Damone. Gli interrogatori inizierannol’ 8 di febbraio e le accuse sono di abuso d’ufficio e 353 bis, cioè turbata libertà del procedimento di scelta. Il lavoro degli investigatori si basa anche su varie intercettazioni, telefoniche e ambientali.

Fonte: La Repubblica Firenze, https://firenze.repubblica.it/

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