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Castrucci come Heidegger

Martin Heidegger

di Pierluigi Piccini

A parte le differenze fra Heidegger e Castrucci proviamo a ragionare sule affermazioni di quest’ultimo. Heidegger si trova nell’evento (ascesa di Hitler) come direbbe lui stesso nella manifestazione dell’Essere nella storia con una riflessione di natura più teologica che storico filosofica. Così come Holderlin e Hegel con lo stesso Napoleone. Ora riflettendo sul rapporto fra ontologia e storia, o fra economia e dinamica sociale e concretezza dei fatti non possiamo che renderci conto che chiunque lo abbia fatto ha fallito, il pensiero non si adatta sempre alla dimensione degli eventi. Prendiamo ad esempio Marx il tentativo di portare la dialettica hegeliana sul piano degli avvenimenti sociali risulta essere un fallimento, come ha dimostrato Colletti: l’evoluzione non passa attraverso il negativo (Classe operaia), ma attraverso i punti alti della produzione e dei mezzi di produzione. Stessa cosa per Heidegger che nel momento in cui si rende conto (1934) che l’Essere non si può incarnare in un personaggio sia esso lo stesso Hitler si dimette da rettore e sposta la sua riflessione sul piano dell’Ontologia e sulle tracce che l’Essere lascia nel divenire. Tracce che il Dasein (esserci) non può raggiungere se non in singoli episodi legati soprattutto alla poesia e all’arte più in generale. Possiamo chiamare questa consapevolezza di Heidegger come il cortocircuito del suo pensiero dopo Essere e Tempo. Solo un altro pensatore è andato oltre, Jean- Luc Marion con la teoria del “fenomeno saturo”. Ma c’è qualcosa di più di cui Castrucci dovrebbe prende atto che non siamo nell’evento e l’umanità ha giudicato negativamente il periodo di Hitler, di Mussolini, del nazismo, del fascismo e del razzismo andando oltre, ha messo al bando tutto ciò. Continuare ad esaltarlo come fa il professore di filosofia del diritto di Siena è reato. Se dovessi rivolgermi, viceversa, alla dottrina a cui sembra fare riferimento dovrei dire che l’approfondimento del pensiero sia esso di Heidegger o di Schimtt dimostra di essere datato. Con molta probabilità gli studenti avrebbero bisogno di altro. Il tutto sa di vecchio e di perdita del legame con il contemporaneo e con i suoi punti critici. Prenderei, altresì, esempio da ciò che è successo a quei pensatori che se rimangono ancora nelle accademie è per il loro pensiero, non certo per i risvolti “applicativi”: li hanno sonoramente fallito. Ecco anche il metodo della laicità senza l’esaltazione di parte non farebbe male all’insegnamento.

 

Il docente finito nella bufera posta un articolo che lo riguarda per commentare la proposta di destituzione

E’ tornato a twittare il prof. Emanuele Castrucci, dopo la bufera che l’ha travolto per le esternazioni social pro nazismo e antisemitismo. Con lo stesso mezzo social attraverso il quale ha espresso posizioni e concetti che hanno indignato e scandalizzato l’intero paese, Castrucci ha commentato la proposta di licenziamento avanzata dall’Università di Siena, postando un articolo di un sito online che lo riguarda, dal titolo “E allora licenziamo anche Heidegger?”. Nuove polemiche si stagliano all’orizzonte.

 

 

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