Com’è complesso essere normali. La gioventù secondo Rooney

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Com’è complesso essere normali. La gioventù secondo Rooney

Storie d’amore irrisolte, complicate e terribilmente intense: tra iperconnessione e paure intime, come parlano i sentimenti dei Millennials nel nuovo romanzo di Sally Rooney.

Dopo l’incredibile successo del suo romanzo d’esordio, Parlarne fra amici, scritto in tre mesi e diventato uno dei casi editoriali del 2017, la giovanissima scrittrice irlandese Sally Rooney sorprende nuovamente con Persone Normali, secondo attesissimo lavoro  pubblicato in Italia da Einaudi.

In perfetta sintonia con il precedente, quest’ultimo romanzo mantiene il focus sul tema delle relazioni umane, facendosi portavoce di un nuovo modo di intenderle e di confrontarsi con le implicazioni emotive e psicologiche che ne derivano. Rifiutando schemi predefiniti, nell’universo narrativo di Rooney i personaggi sfuggono a chiuse definizioni, rifuggono ruoli freddi e determinati, consegnandosi mente e corpo a relazioni umane fluide e in continuo mutamento che ne forgiano profondamente le caratteristiche individuali.

Lo scambio fra individui, di natura instabile e aperto al cambiamento, si mantiene, nel suo secondo progetto letterario saldamente al centro dell’analisi. Conversazioni, dialoghi e aspri dibattiti sono le occasioni privilegiate per osservare lo svolgersi delle dinamiche relazionali nella loro mobilità e mutevolezza. Nel confronto, i ruoli sociali si mischiano e si influenzano l’un l’altro, i confini fra outsider e membro integrato di una comunità sono piuttosto labili: ed è proprio questa zona di margine, di continuo interscambio, ad attirare l’interesse della scrittrice.

Capace di calarsi in profondità, dando l’impressione di fermarsi delicatamente in superficie, la scrittura della Rooney sembra farsi da sola mentre la si legge. Scorrendo con estrema naturalezza senza picchi di intensità o raffinati virtuosismi, racconta le storie di vita di due giovanissimi protagonisti complessi e pieni di ombre.

Connell e Marianne, di cui l’autrice ci racconta quattro importanti anni, dal liceo di Sligo al prestigiosissimo Trinity College, vivono schiacciati dal peso del giudizio altrui che non solo li condiziona, ma è ragione di disorientamento e impedisce loro di sentirsi inclusi e accettati dalla comunità che li circonda.

Seppur diversissimi, (lei solitaria e dissociata, indifferente e sconnessa dal resto del mondo, lui straordinariamente bello e irrimediabilmente ossessionato dal bisogno di sentirsi apprezzato e adulato), Connell e Marianne condividono l’incapacità di adattarsi alla vita e di dominare la relazione con l’altro, come fanno le “persone normali”. Entrambi ambiscono a una ipotetica idea di normalità: lui per desiderio di omologazione, lei come occasione per vivere nascosta e sfuggire a una intelligenza che rischia di metterla in pericolo. Se durante il liceo l’acume e la stranezza di Marianne sono stati pane per i denti dei bulli, durante il periodo universitario ne fanno una persona interessante, mentre l’insicurezza di Connell e la sua indefessa paura di esprimersi rischiano di comprometterne la popolarità. La situazione, specularmente ribaltata dai tempi delle superiori, mostra la natura delle relazioni soggetta a continui cambiamenti che trovano una coerenza solo nella loro irrimediabile precarietà; è in questo aspetto, nella riflessione sulla caducità del presente, che la critica ha colto le affinità del romanzo con il contesto contemporaneo.

La letteratura della Rooney riflette le tensioni e le contraddizioni dei ragazzi d’oggi, mettendo in prosa storie d’amore irrisolte, complicate e terribilmente intense. Amori segnati da dipendenza e soggezione, che modellano, attraverso un costante confronto, l’individualità dei protagonisti: un apporto reciproco che va ben al di là della semplice influenza. Connell e Marianne si prendono, si lasciano andare e si afferrano di nuovo, ancora una volta, incapaci di separarsi. La loro relazione è uno strumento per sfuggire a quella sensazione di inadeguatezza e umiliazione che, per ragioni diverse e a tratti opposte, entrambi conoscono fin troppo bene.

La trama è tutt’altro che complessa: la semplicità degli eventi in relazione alla vastità delle questioni teoriche dibattute dimostra la destrezza dell’autrice nell’impiegare la scrittura, che incanta in primo luogo un pubblico raffinato e competente. All’impressione di naturalezza del racconto concorre la struttura del romanzo che procede per sezioni indicate con una data o un riferimento cronologico, in modo da accentuare la fluidità della narrazione.

La brillantezza dei personaggi e la loro indiscutibile competenza su temi letterari e artistici non esclude un’attenzione speciale riservata al sociale. La politica, in particolare, è presente in modo endemico: il dibattito sui danni e sui limiti del sistema capitalistico è parte integrante della narrazione. I protagonisti di Persone normali provengono da classi sociali opposte: Marianne è ricca, nata in una famiglia dove l’incapacità di amare è inversamente proporzionale alla disponibilità economica; Connell è povero, cresciuto da una donna presente e amorevole che per mantenere la famiglia fa la domestica a casa della madre di Marianne. L’assenza paterna è assoluta: il romanzo si crogiola nella vita interiore femminile riconfermando la fragilità dei soggetti maschili teorizzata con Nick di Parlarne fra amici. Fra drammi sentimentali e difficoltà psicologiche, lo stesso Connell si distanza nettamente dal tradizionale modello maschile dotato di fermezza e pragmatismo.

Se è stato sostenuto che i romanzi di Sally Rooney parlino a nome di un’intera generazione per la tendenza a riconoscere come protagonisti solo i giovanissimi, i cosiddetti Millennials, è anche vero che, in entrambi i romanzi, il racconto si limita a un circolo elitario di individui, ben noto all’autrice: studenti universitari con eccellenti capacità intellettive che si confrontano su temi di attualità, letteratura, musica e politica.

Dialoghi pregevoli portano alla luce il ricco bagaglio culturale dei ragazzi, decisamente poco comune fra i loro coetanei. L’eccezionalità dei personaggi si conferma nella quasi totale assenza nel romanzo di riferimenti ai social network che li allontana ancor di più dallo stereotipo iperconnesso degli adolescenti degli anni ‘00.

A bilanciare l’ampio utilizzo della mente, si pone il ruolo per nulla marginale del corpo che si rivela fondamentale in fatto di relazioni. La dimensione privata della sessualità, di cui Rooney si riconferma eccezionale narratrice, è una straordinaria occasione di incontro per Connell e Marianne. Tramite il contatto intimo si esprime e, al tempo stesso, viene esorcizzato il potere che l’uno esercita sull’altra.

Anche la relazione con l’ambiente esterno riflette le medesime complessità del confronto fra persone: dal paesino dell’Irlanda occidentale, dove i ragazzi frequentano il liceo, alla capitale Dublino, dove riescono ad accedere a uno degli istituti universitari migliori della nazione. Sebbene opposti, il rapporto con i due contesti si rivela poco convenzionale e variabile.

In fin dei conti, Marianne e Connell giudicano inospitali entrambi i luoghi: fanno resistenza a tutto ciò che sta fuori, che si tratti di una città o di un amico.

 

 

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