De Luca chiude le scuole per 15 giorni

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De Luca chiude le scuole per 15 giorni

Positivi del giorno: 1.127 su 13.780 tamponi effettuati. È il bollettino di ieri dell’Unità di crisi della Campania. La buona notizia è nel rigo successivo: solo 72 i sintomatici. I guariti sono stati 317, così la differenza tra i nuovi infetti e chi è uscito dal Covid ha superato quota 800, soglia indicata dal presidente della regione Vincenzo De Luca per cominciare a ragionare di un nuovo lockdown. I deceduti sono stati 9 ma il conteggio include gli ultimi 5 giorni. I ricoverati con sintomi sono 762; 66 sono in terapia intensiva. La Germania ha dichiarato zona a rischio la Campania.

L’IMPERATIVO è tenere in isolamento fiduciario quelli che non hanno necessità di assistenza ospedaliera: a casa sono in 12.416. In terapia intensiva restano liberi 44 posti. In degenza ordinaria sono 58, è un campanello d’allarme. L’obiettivo della regione è di portare l’offerta a 1.700 posti letto, soprattutto nel settore che accoglie i meno gravi ma rafforzando anche la subintensiva. Intanto, per bloccare la diffusione del virus, De Luca ieri sera ha emanato una nuova ordinanza per «limitare assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e ridurre la mobilità difficilmente controllabile».

NELLE SCUOLE dell’infanzia, primarie e secondarie sospese le attività didattiche ed educative in presenza da oggi al 30 ottobre. Si procederà con la didattica a distanza, come avevano chiesto la maggior parte dei governatori all’esecutivo ottenendo però un no da premier e ministri. Sospese le attività in presenza anche nelle Università, fatta eccezione per gli studenti del primo anno. Vietate le feste, anche conseguenti a cerimonie civili o religiose, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente (stop pure ai funerali). Niente attività per i circoli. Divieto di vendita di cibi e bevande da asporto dopo le 21 (consentito il delivery a casa senza limiti di orario).

Infine, si raccomanda a enti e uffici di differenziare gli orari del personale per limitare l’affollamento dei mezzi pubblici più una stoccata al governo: non sono arrivati i banchi promessi. «È una decisione gravissima, sbagliata e inopportuna chiudere la scuola – replica la ministra Azzolina -. In Campania lo 0,75% degli studenti è risultato positivo. La media nazionale è 0,80. Il governo deciderà insieme se impugnare la misura». «I contagi da contatti a scuola sono decine», replica De Luca. E Zingaretti esprime «vicinanza, per attacchi sopra le righe, al presidente che sta combattendo per la sua comunità».

RALLENTARE IL CONTAGIO e aumentare la risposta degli ospedali. Le ipotesi al vaglio sono diverse: convertire il Cto in Covid hospital, coinvolgere di più i policlinici universitari di Salerno e di Napoli (Federico II e Vanvitelli). «Stiamo valutando accorpamenti e rimodulazione di reparti – spiega Antonio Postiglione, dg del dipartimento Salute della Campania -. L’obiettivo è accelerare il ricambio dei posti letto dei degenti in sicurezza. La nuova indicazione dei 10 giorni e un tampone negativo aiuta il turn over. Stiamo anche lavorando sui Covid resort: l’Asl Napoli 2 e 3 stanno procedendo, in città avremo l’albergo annesso all’Ospedale del Mare da circa 200 posti, a Caserta abbiamo attivato l’ospedale di comunità di Teano. Stiamo ragionando con gli albergatori, il pubblico si occuperà della sorveglianza sanitaria. Non abbiamo sospeso nessun servizio specialistico ma, se costretti, potremmo dover riconvertire le linee per specialità programmabili».

L’ASL NAPOLI 3 SUD ha imboccato già questa strada. Da oggi sono sospese fino a nuovo ordine di tutti i ricoveri programmati sia medici che chirurgici, garantiti solo i ricoveri d’urgenza non differibili, i pazienti oncologici ed onco-ematologi medici e chirurgici. «Per il solo ospedale Maresca di Torre del Greco – si legge nella disposizione – i pazienti attualmente ricoverati nel reparti di Ortopedia, Chirurgia e Medicina generale dovranno essere dimessi a domicilio se ne sussistono le condizioni cliniche; quelli non dimissibili trasferiti, previo accordo telefonico, presso le case di cura private accreditate del territorio».

LA CARENZA DI OPERATORI è l’altro problema: in 10 anni di commissariamento, la Campania ha perso più di 13mila unità di personale sanitario per il blocco del turn over. «Abbiamo attivato le procedure disponibili – prosegue Postiglione -. Contratti con medici in pensione, con gli specializzandi, i neolaureati con tutoraggio. Abbiamo scorso tutte le graduatorie. E abbiamo chiesto personale alla Protezione civile: un primo scaglione di 100 medici e 300 infermieri dovrebbe arrivare a breve».

IL LOCKDOWN per ora non ci sarà: «Abbiamo ancora un 4,1% di positivi al giorno in media che hanno bisogno di ospedalizzazione, cioè tra i 35 e i 40 posti letto giornalieri da coprire con il turn over dei malati e il potenziamento dell’offerta – conclude -. Monitoriamo ora per ora. Perché i provvedimenti facciano effetto ci vogliono 4 o 5 giorni a patto, però, che i benefici non vengano annullati dai trasporti affollati, dall’influenza o dai comportamenti scorretti».

ARZANO, alle porte di Napoli, è già zona rossa: fino al 23 ottobre chiusi scuole, cimitero e negozi a eccezione di quelli di prima necessità. Ieri è esplosa la protesta con strade bloccate e lo striscione: «Tirate fuori i soldi e poi chiudete tutto».

 

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