Emergenza turismo crollo delle presenze E molti non riaprono

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Emergenza turismo crollo delle presenze E molti non riaprono

Nei primi cinque mesi dell’anno persi 8 milioni di pernottamenti Stranieri – 43,8%, italiani – 8,4%: Confesercenti lancia l’allarme
di Alessandro Di Maria
I numeri sono davvero preoccupanti. Certo non c’è da stupirsi che il turismo sia uno dei settori, se non il settore, più colpito dall’emergenza Covid. Ma quando poi vai a leggere i dati, con percentuali e segni meno che si susseguono uno dopo l’altro, ecco che la realtà ti viene sbattuta in faccia anche oltre ogni immaginazione. Così, secondo uno studio realizzato dal Centro Studi Turistici di Confesercenti Toscana basandosi su un campione di 560 imprenditori della ricettività, noti subito che nei primi cinque mesi del 2020, nelle strutture ricettive della regione, si stima che siano arrivati circa 1,5 milioni di turisti in meno con una perdita di oltre 8 milioni di pernottamenti, cioè il 17% delle presenze totali rilevate lo scorso anno. «Sono dati pesantissimi — spiega Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana — quelli che emergono. Il turismo toscano tenta di ripartire per uscire dalla crisi che ha azzerato il mercato per circa 4 mesi, ma le difficoltà perdureranno anche per il trimestre estivo e il settore si affiderà al mercato interno, alle scelte di vacanza che si faranno nell’ambito della stessa regione o agli spostamenti di prossimità».
Le stime raccontano una contrazione della domanda del 26%. I risultati peggiori sono per il comparto alberghiero (-31,2%), mentre l’extralberghiero si attesterà al — 23%. Le presenze straniere sono stimate al — 43,8% e quelle italiane al — 8,4%. Ma un altro dato particolarmente preoccupante è quello che riguarda le strutture ricettive che per questa estate hanno deciso di non aprire, oltre 1.600. L’ 11,3% del campione lo fa solo per la stagione estiva, mentre lo 0,7% ha dichiarato l’intenzione di cessare l’attività. Le aree dove si registra il numero più elevato di scelte di chiusura per l’estate sono quelle della montagna (20,8%) e le città d’arte (15,7%). A Firenze, per esempio, secondo i dati raccolti dal Centro studi turistici per l’estate si parla di una contrazione della domanda del 30%, con 985 mila pernottamenti in meno di cui 900mila stranieri. «È un quadro difficile ma anche di “resistenza” — spiega l’assessora al Turismo Cecilia Del Re — Firenze ha sentito la mancanza dei suoi visitatori da tutto il mondo, ma ora è pronta ad accoglierli in tutta sicurezza».
Numeri preoccupanti per le imprese e quindi di conseguenza anche per chi lavora nelle strutture ricettive: le stime raccontano di circa 9 mila addetti (fissi e stagionali) senza lavoro e solo una parte protetta dalle misure messe in atto dal Governo. « In un quadro così complesso e preoccupante — aggiunge Gronchi — l’annuncio di un’ipotesi di lavoro da parte del ministro Dario Franceschini di una decontribuzione, per un arco limitato di tempo, per rilanciare il lavoro e la riapertura delle attività non può che trovarci d’accordo. Sulla questione bonus vacanze è indispensabile favorire un maggiore snellimento delle procedure di accesso all’incentivo da spendere in alberghi, b& b, agriturismi, villaggi turistici e campeggi ».
In questo momento è decisivo intervenire rapidamente: « È indispensabile che si faccia in fretta a dare attuazione alle misure di intervento, la tempistica è fondamentale in questo momento delicatissimo per le imprese. Ogni giorno che passa senza provvedimenti è un giorno in meno per la vita di migliaia di imprese» conclude Gronchi.

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