Gotti Tedeschi e il Tunnel

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Gotti Tedeschi e il Tunnel

di Pierluigi Piccini

Per uscire dal tunnel la città deve sapere qual’è la verità sul caso David Rossi e su cosa c’è dietro quella morte. Finché non sarà fatta chiarezza la questione girerà come un fantasma sulla città e Siena non sarà liberata dai propri demoni che ancora resistono in carne ed ossa. Mi sono domandato perché Gotti Tedeschi fa quelle affermazioni sull’acquisto dell’Antonveneta. Credo che ci sia un chiaro intento di “salvare” Mussari e di difendere l’ex presidente del Monte dei Paschi. Del resto tale posizione non è nuova bisogna risalire al 31 gennaio del 2013 per scoprire, durante un interrogatorio del PM Nastasi, che Gotti Tedeschi si schiera a difesa di Mussari avvalorando la tesi di quest’ultimo per una fusione con Antonveneta anziché l’acquisto. Peccato che poi lo stesso presidente del Monte procederà all’acquisizione della banca di Padova; si dice tramite una semplice telefonata, tesi a cui personalmente credo poco. Ma torniamo indietro a Gotti Tedeschi, l’ex presidente dello Ior smette l’incarico presso la banca vaticana nel 2012 avendo iniziato nel 2009 lontano, quindi, dalla data di acquisizione dell’Antonveneta che era avvenuta negli ultimi mesi del 2007, pertanto non poteva sapere come si erano svolti gli accordi definitivi nel dettaglio. In più scaricando la responsabilità sulla Fondazione Monte dei Paschi fa un’operazione politica di tutto rilievo: attribuisce al partito al potere in città e al governo compresi i sui suoi alleati dello schieramento opposto, più o meno palesi, la responsabilità dell’operazione di acquisizione dell’Antonveneta. Quindi annulla l’impostazione di chi sostiene Mussari l’uomo solo al comando. Tesi, quella della responsabilità politica di una vecchia classe dirigente, che è stata più volte ribadita da un ex segretario del PD. La fusione era tecnicamente impossibile per il semplice motivo che i soci della Banca padovana sarebbero usciti con un pugno di mosche dall’operazione e non avrebbero portato a casa quella eccezionale plusvalenza che invece riescono ad ottenere grazie all’operato anche di Orcel come ricorda, giustamente, Pino di Blasio nel suo pezzo nella Nazione di oggi. Il resto dell’intervista dell’ex presidente dello IOR lo lascio a chi ha visto la trasmissione, ma mentre scrivo mi viene in mente un aspetto della vicenda: cosa ci faceva il post-it di Gotti Tedeschi sulla scrivania di David Rossi?


 

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