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LA RINCORSA AL VOTO UTILE.

 

Il punto
Impostare le campagne elettorali sul “voto utile” quando mancano tre mesi alle elezioni comporta un rischio molto alto: quello di disorientare gli elettori, senza centrare l’obiettivo. Di solito l’appello a convogliare i consensi sui partiti più forti è l’argomento dell’ultima settimana, quando le formazioni minori subiscono un sistematico drenaggio.
Cominciare la rincorsa oggi, prima ancora che le Camere siano state sciolte, è sintomo di debolezza e di inquietudine.
Certo, l’intervento del presidente del Senato, Pietro Grasso, a Che tempo che fa ha lasciato molti dubbi. pagina 34 Impostare le campagne elettorali sul “voto utile” quando mancano tre mesi alle elezioni comporta un rischio molto alto: quello di disorientare gli elettori, senza peraltro centrare l’obiettivo. Di solito l’appello a convogliare i consensi sui partiti più forti è l’argomento dell’ultima settimana, quando le formazioni minori subiscono un sistematico drenaggio.
Cominciare la rincorsa oggi, prima ancora che le Camere siano state sciolte, è sintomo di debolezza e di inquietudine. Certo, l’intervento del presidente del Senato tuttora in carica, Pietro Grasso, a Che tempo che fa ha lasciato molti dubbi. Soprattutto per la trovata di presentare in quella sede il simbolo di Liberi e uguali: una composizione grafica da ufficio marketing, però di un colore amaranto «che anticamente significava protezione». Con il diretto interessato che legge il proprio nome iscritto alla base dell’emblema, ma precisa di non essere stato lui a richiederlo.
Tutto questo suscita inevitabili perplessità. Soprattutto in chi ricorda come, a sinistra del Pd e fino a mesi recenti, si garantiva guerra senza risparmio alla personalizzazione della politica, ossia a quanti cercano i riflettori in virtù di un nome e un cognome (leggi Renzi) anziché di una seria proposta. Se ne deduce che i fondatori di Liberi e uguali dovranno faticare non poco per convincere gli italiani che esiste una proposta socialdemocratica, un’idea realmente di sinistra contrapposta al Pd renziano.
Altrimenti, se ci si limita al viso rassicurante dell’ex procuratore Grasso, l’identità di questa nuova formazione potrebbe rimanere un po’ troppo indefinita.
Il che non giustifica la fretta con cui dal Pd è subito partita una polemica molto aggressiva su dettagli insignificanti.
Le “foglioline” del simbolo cosa vogliono dire? Come riferimento all’ambiente sono ridicole – si argomenta – ; come richiamo alla donna, in quanto formano la E di Libere, sono stucchevoli. Eppure anche questo attacco sembra fuori misura e comunque fuorviante. Si ha l’impressione che il nuovo partito di sinistra sia fragile, ma che il Pd a sua volta sia intimorito. Tre mesi di battaglie per il voto utile intorno alle “foglioline” o alla scarsa eloquenza di Grasso? O magari al pericolo di perdere qualche collegio uninominale a causa della divisione degli elettori? Questi ultimi forse si aspettano che il Pd e i “liberi/uguali” dicano – hanno tre mesi di tempo per farlo – cosa hanno in mente per il Paese. L’unico tema di cui si parla poco o nulla.
Anche a destra la strategia del “voto utile” ha preso corpo, ma in forme diverse. Berlusconi ha una capacità di creare coalizioni intorno a sé che il Pd attuale non possiede. Quindi prova a costruire un agglomerato centrista che faccia perno sulla componente più moderata di Alternativa popolare, cioè su Maurizio Lupi. Potrebbe essere un contenitore in cui si raccoglie un po’ di tutto, cattolici e laici, Rotondi, Quagliariello, Fitto e Saverio Romano.
Un mondo variegato che in Forza Italia pochi hanno voglia di riprendere in casa, per la buona ragione che i seggi da spartire non sono infiniti. E tuttavia è una pattuglia che potrebbe forse ambire al 3 per cento, quindi a creare un soggetto parlamentare con una struttura propria, distinta da Forza Italia e soprattutto dalla Lega. Sarebbe, è ovvio, un soggetto legato a Berlusconi e lontano da Salvini. Tornerebbe utile al primo per contenere all’occorrenza le impennate del secondo. Anche questo in fondo vuol dire “voto utile”.
La Repubblica.

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