“Lav parte civile: ipotesi di reato molto gravi Siena sospenda il Palio in attesa del verdetto”.

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GLI ANIMALISTI

La Lav è parte civile nel processo ai tre fantini e al veterinario che si celebrerà a novembre come stabilito dal giudice ieri pomeriggio. Il Comune di Siena invece non ha preso posizione. In questa fase preliminare non si è costituito parte civile ma nel caso può sempre farlo entro l’udienza del 23 novembre. E’ probabile però che il palazzo resti fuori da questa delicata situazione di cui, nel caso di accertamento, sarebbe tuttavia parte lesa.

Intanto la Lav non perde occasione per commentare questo primo round giudiziario: “Si è conclusa con il rinvio a giudizio, l’udienza preliminare presso il Tribunale di Siena, per 3 fantini e un veterinario accusati di reati che vanno dal maltrattamento di animali al concorso in falsità materiale, al doping e all’esercizio abusivo della professione veterinaria. Il Giudice ha respinto, con ampia motivazione, tutte le eccezioni sollevate dalla difesa e ha fissato al 23 novembre (ore 9) l’inizio del processo. Già nella scorsa udienza la Lav si era costituita parte civile. “Le ipotesi di reato di cui sono accusati gli imputati sono gravi e gettano fosche ombre sull’uso dei cavalli in gare ippiche, che il processo potrà accertare – afferma la Lav – Questo processo potrà dimostrare che i cavalli non sono macchine da corsa, ma esseri viventi incompatibili con la vita ed attività di un palio. Siamo fiduciosi nella giustizia e, in attesa che il processo accerti ogni eventuale profilo di colpevolezza, riteniamo che per la città di Siena, sede del Palio più noto d’Italia, sarebbe deprecabile non fermare la gara del 15 agosto, in attesa di fare piena luce in questa vicenda giudiziaria che ha come vittime i cavalli”. E conclude: “La Lav ringrazia la procura di Siena, la polizia giudiziaria, i carabinieri forestali, per le dettagliate indagini svolte che permetteranno di accertare eventuali illegalità, e l’avvocato Enrico Melis per la puntuale assistenza legale fornita”.

 

venerdì, 21 luglio 2017 CORRIERE SIENA

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