Le ragioni di una (inutile) lettera

Rossi: “azioni legali già intraprese messa in mora priva di fondamento”
22 Aprile 2020
Rassegna Stampa
22 Aprile 2020

Le ragioni di una (inutile) lettera

 
 Posizioni ondivaghe e di facciata del sindaco di Siena
Ci risiamo con la richiesta di risarcimento al Monte dei Paschi, questa volta con una lettera del Sindaco alla Fondazione.  Eppure l’azione di responsabilità civile nei confronti della Banca Monte dei paschi è stata promossa dalla Fondazione nel 2013, quando presidente era Antonella Mansi. È stata continuata poi da Marcello Clarich e da Carlo Rossi. Oggi siamo nella situazione in cui i legali della Fondazione stanno aspettando le motivazioni della condanna nei confronti di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, per capire come continuare nell’azione di richiesta danni. Sono procedure che concernono la Fondazione come ente autonomo e gli indirizzi che gli enti interessati individuano al momento delle nomine. Non risulta, fra l’altro, che ci sia stato un atto di indirizzo, da parte del Consiglio comunale, al momento dell’indicazione di Franco Vaselli nella deputazione generale della Fondazione. Come si spiega l’uscita  dell’avvocato De Mossi, che è ben consapevole della situazione sopra menzionata? Sembra una politica e di facciata, che ha un unico obiettivo: tranquillizzare la sua maggioranza dopo la presa di posizione di Staderini per conto di Sena civitas. Questa ipotesi è quasi una certezza: davvero un Sindaco vuole mettere in mora gli attuali consiglieri della Fondazione, quando non ha effettuato nessun atto politico dal 2018 ad oggi sul Monte dei Paschi? Abbiamo assistito, viceversa, a cambiamenti di opinioni come questa stessa uscita conferma, dopo l’intervista rilasciata al Corriere Fiorentino di taglio “innocentista” (una crisi sistemica, nessuna colpa locale sul disastro). Questo atteggiamento ondivago, a cui siamo ormai assistendo da tempo, sembra un modo per cambiare perché nulla cambi. 

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