Le Regionali e il Civismo

Il Ninfeo di Palazzo Caccialupi e l’area dei Tufi
9 Ottobre 2019

Le Regionali e il Civismo

Voltiamo Pagina

di Pierluigi Piccini

Il civismo, secondo De Mossi, avrebbe fatto vincere il centro destra a Siena, ma non ci faccia ridere! La vittoria del centro destra a Siena è dovuta ad un momento particolare dei rapporti politici nazionali e da dei passaggi di “personalità” allo schieramento opposto, se non fosse stato così non si capirebbe la differenza di qualche centinaio di voti fra uno schieramento e l’altro. Risultato molto risicato (basta verificare i numeri e rapportarli con le altre liste civiche presenti) se messo a confronto con le realtà toscane dov’è ha vinto il centrodestra a trazione Salvini. Oggi poi le condizioni sono decisamente diverse. La prima considerazione è che il centrodestra di Siena non è riuscita a sfondare in provincia e anche questi dicono che siano elettori regionali. Perché non ha sfondato? Probabilmente per il modo arrogante con cui Siena si è posta al confronto con gli altri comuni, rispolverando con molta energia un modo di fare che ha di volta, in volta isolato la città capoluogo con il suo territorio. La seconda è che alcune persone legate al sistema di potere del Pd sono passate armi e bagagli con il centrodestra di De Mossi riproponendo metodi personalistici nella gestione del potere; tradimenti che non piacciono alla stragrande maggioranza dei sindaci usciti dalle recenti elezioni provinciali.
Ma poi siamo sicuri che queste rivendicazioni civiche siano a senso unico, a me risulterebbe (condizionale) che contatti di qualche esponente vicino a De Mossi ci siano stati con persone di Ponte a Sieve. E se poi la Lega a Siena si sgonfiasse, non del tutto, ma solo di qualche numero a favore di Voltiamo Pagina cosa potrebbe accadere, un avvicinamento a Viva l’Italia? Lista civica con lista civica e poi siamo in Toscana e qui Renzi è Renzi. Molti leghisti senesi sono il risultato di una adesione all’ultimo minuto fatta poche ore prima delle elezioni amministrative. Non ci sfugge neppure che alcuni degli uomini di De Mossi erano, non molto tempo fa, a omaggiare a Sant’Andrea lo stesso Renzi. I rapporti ci sono, la coerenza politica, se fosse vero questo scenario, decisamente meno, ma che importa la congruenza è propria di altri tempi. Vista la confusione che regna in questa maggioranza con alcuni portatori di decisioni e di gestione fuori dal contesto istituzionale, tutto può succedere. I metronomi che oscillano da destra a sinistra e da sinistra a destra, per Siena si possono ancora adottare queste categorie in parte desuete. Tutto ciò avviene per la debolezza dei partiti di maggioranza chiamati a ricoprire un ruolo di scarsa utilità amministrativa in Consiglio Comunale e di una lista civica sempre di maggioranza che accontentatasi del Presidente del Consiglio Comunale non esercita il ruolo che le dovrebbe spettare. Ma non temete, secondo De Mossi, tornerete protagonisti perché potreste essere utili su più fronti.

 

Sindaci uniti: «Alla Regione uno di noi»

Siena, i primi cittadini del Centrodestra rilanciano l’ipotesi della lista civica

Pino Di Blasio

SIENA HANNO approfittato del patto siglato assieme a Confartigianato su infrastrutture e aiuto alle piccole e medie imprese della Toscana sud, per disegnare alle Terme di Petriolo lo schema di una lista civica di centrodestra, che ruoti attorno ai sindaci dei sei capoluoghi toscani più altre città cruciali come Piombino. Con il primo cittadino di Siena, Luigi De Mossi, a fare da regista, il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna a mettere altri tasselli al suo sogno di candidarsi alla presidenza della Regione nel 2020, e quello di Arezzo, Alessandro Ghinelli, meno entusiasta e più tiepido, perché avrebbe altre ambizioni. Osservatori interessati, il sindaco di Pisa Michele Conti, uno dei primi a lanciare l’idea di un sindaco candidato per il centrodestra alle regionali, quelli di Pistoia, Massa e Piombino, Alessandro Tomasi, Francesco Persiani e Francesco Ferrari. QUALE sarebbe lo schema De Mossi per la lista delle fasce tricolori dell’area di centrodestra? Puntare sul civismo che ha fatto vincere i sindaci nelle roccaforti rosse, Siena tra quelle più forti. Partendo dal fatto che c’è una larga fetta di società civile che ha votato per quei primi cittadini, ma che non si riconosce nei partiti tradizionali del centrodestra. La lista darebbe sostegno al candidato presidente, con Vivarelli Colonna che sarebbe ancora in gole. E allargherebbe la classe dirigente toscana di un centrodestra che fa fatica a trovare amministratori e aspiranti tali. Soprattutto la Lega che è ancora ingabbiata ad una selezione vincolata a percentuali elettorali molto più basse rispetto al potenziale 30% degli ultimi sondaggi. I punti a favore di questa operazione? La ripartizione nazionale tra i leader del centrodestra delle Regioni al voto. Un risiko che prevederebbe la Puglia e le Marche con candidati governatori di Fratelli d’Italia: Raffaele Fitto e l’ex sindaco di Ascoli, Guido Castelli (tra l’altro senese di nascita) sono i favoriti. Campania e Calabria vedrebbero un candidato governatore di Forza Italia, Emilia-Romagna e Toscana toccherebbero alla Lega. Lucia Borgonzoni è già in corsa, investita direttamente da Matteo Salvini. Il candidato toscano è ancora da scegliere. A CHI non piace questa strategia? Sia Stefano Mugnai, deputato di Forza Italia, che Giovanni Donzelli, onorevole di FdI sempre al fianco di Giorgia Meloni, preferirebbero un candidato più politico. Mugnai sarebbe pronto a puntare su Deborah Bergamini, da tre legislature onorevole eletta in Toscana. Donzelli, dal canto suo, vorrebbe candidarsi anche per la Regione. Ma se regge la divisione nazionale tra leader, sarà Salvini ad avere l’ultima parola sull’aspirante governatore. E c’è molta sintonia tra l’ex ministro e il sindaco di Siena De Mossi. Perché non si candida l’avvocato civico senese? Perché tutti sanno, Salvini in primis, che rivotare a Siena sarebbe un rischio troppo grande da correre. Gli altri sindaci, da Pisa a Pistoia, da Massa a Piombino, sono agli inizi del mandato. E tra Arezzo e Grosseto, il Comune meno difficile da riconquistare per il centrodestra è il capoluogo maremmano. Altro tassello che va a favore di Vivarelli Colonna. I PROTAGONISTI Regista dell’operazione il senese De Mossi Vivarelli Colonna favorito 2020 a Sinistra: «Un errore del Pd parlare solo di nomi» «Le elezioni regionali di primavera si avvicinano e nel Pd si accendono gli animi per la scelta del candidato presidente» ma «riteniamo che questo sia un errore clamoroso e pericoloso». Lo afferma Simone Siliani, di «2020 a Sinistra», secondo cui «parlare solo di candidati fa perdere di vista l’importanza di un coinvolgimento della società toscana e dei cittadini». Risiko con altri candidati Puglia e Marche a Fratelli d’Italia, Campania e Calabria a Forza Italia, Emilia-Romagna e Toscana toccherebbero alla Lega: queste le ipotesi candidature La decisione a Salvini Se regge la divisione nazionale tra leader del centrodestra sarà l’ex ministro dell’Interno ad avere l’ultima parola sull’aspirante governatore I dubbi nei partiti Sia Stefano Mugnai, deputato di Forza Italia, che Giovanni Donzelli, onorevole di Fdl sempre al fianco di Giorgia Meloni, preferirebbero un candidato più politico

 

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