Lettera aperta al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di Siena 

Per Siena: “Il SMS può diventare una fondazione di partecipazione”
14 Giugno 2019
L’evaporazione delle città
15 Giugno 2019

Lettera aperta al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di Siena 

Venerdì 31 maggio il gruppo Whirlpool EMEA ha annunciato, nei fatti, la prossima chiusura dello stabilimento di Napoli che conta oltre 400 addetti, e circa 300 di loro si sono riversati poi in piazza e sotto al MISE per protestare e chiedere spiegazioni in merito. Il ministro del Lavoro Di Maio, a proposito della chiusura, ha usato toni accesi con i vertici aziendali, sottolineando come la Whirlpool abbia preso in giro lo Stato, calpestando gli accordi presi solo lo scorso ottobre: in cambio di una proroga degli ammortizzatori sociali (l’ennesima, ovviamente sempre a spese dei contribuenti) era stata garantita la permanenza della produzione per tutti gli stabilimenti italiani. Nell’ultimo incontro al MISE del 12 giugno, invece, le parole del ministro Di Maio sono state anch’esse ridimensionate. Tra qualche giorno è previsto un altro incontro a Roma tra ministro, vertici aziendali e sindacati: la vertenza va avanti.

Quello che è accaduto alla Whirlpool di Napoli è un fatto gravissimo, che denota come l’azienda non voglia rispettare i patti presi con il governo e con lo Stato italiano (non rispettando, perciò, le istituzioni) e ciò non lascia presagire niente di buono neanche per lo stabilimento di Siena: chi può garantire che quello che sta succedendo a Napoli non si ripresenti anche altrove? Come ci si può fidare della parola o della firma di personaggi che guardano unicamente al proprio profitto fregandosene del destino di centinaia di famiglie che da anni stringono la cinghia per gli ammortizzatori sociali e mandando avanti di fatto gli stabilimenti?

Lunedì 3 giugno le sigle sindacali della Whirlpool di Siena hanno chiamato un presidio davanti alla fabbrica al quale, nonostante fosse un giorno di blocco produttivo (il fatto che gli operai lavorino solamente alcuni giorni alla settimana e per sole 4 ore è indicativo dello “stato di salute” dello stabilimento senese), hanno partecipato diverse decine di operai, spaventati dalla situazione e preoccupati per il loro futuro e per quello della loro famiglia. Le varie forze politiche e cittadine che hanno partecipato al presidio, a partire dal vicesindaco Andrea Corsi della Lega, hanno preso atto della sfiducia dei lavoratori nei confronti delle istituzioni. Credono giustamente che le parole rimangono tali se non vengono seguite da fatti e si riferiscono a tutte le promesse che sono state fatte loro dai sindaci che si sono susseguiti (compreso l’ex sindaco Valentini, anche lui presente) e a quello che è successo concretamente: è l’azienda a decidere nei fatti la sorte dei lavoratori, ma non deve essere così!

La Whirlpool di Siena è la più grande fabbrica della zona con 335 lavoratori e altrettanti operano nell’indotto, ed è perciò interesse dell’intera comunità che non venga chiusa! La cittadinanza tutta, perciò, deve sapere che può contare sulle istituzioni; che il sindaco, il vice sindaco e tutta l’amministrazione comunale è dalla loro parte e farà (e non solo dirà) tutto ciò che è possibile fare per evitare il disastro, per sostenere gli operai nella loro lotta.

Il consigliere regionale Marco Casucci (Lega) ha chiesto con un’interrogazione alla Regione Toscana che venga costantemente monitorata la situazione dello stabilimento a Siena, ed è appena stata approvata una mozione presentata dai consiglieri del PD Simone Bezzini, Stefano Scaramelli, Leonardo Marras e Giacomo Bugliani in merito alla stessa questione.

È sicuramente un passo in avanti ma non è sufficiente: gli operai hanno paura anche di manifestare, di fare assemblee o picchetti perché con il Decreto Sicurezza rischiano pene spropositate (si limita il loro diritto a manifestare fuori e dentro la fabbrica). Devono vedere che le istituzioni sono dalla loro parte quando manifestano per il diritto a un lavoro utile e dignitoso, devono poter decidere del loro futuro senza temere di essere repressi dalle forze dell’ordine, in quanto stanno letteralmente applicando il primo articolo della Costituzione: questo passa sopra ogni altra legge!

Il dramma della Whirlpool a Siena ha fatto avvicinare agli operai e ai lavoratori molte forze politiche e cittadine, come quelle studentesche e di quartiere, che si stanno mobilitando e si mobiliteranno sempre di più per sostenere la lotta dei lavoratori a Siena e negli altri stabilimenti. Potere al Popolo, il PRC, le associazioni e organismi del palio, lo stesso PD in cui sta rientrando il presidente della Regione Toscana Rossi (che a parole si è tanto speso per la fabbrica e venne pure a festeggiare l’apertura della nuova linea di produzione… che ha lavorato solo poche settimane!), devono stringersi attorno agli operai della Whirlpool e promuoverne il massimo delle agibilità e delle azioni che decideranno di mettere in campo.

Come hanno fatto i sindaci della Piana fiorentina contrari alla realizzazione del nuovo aeroporto (progetto per ora affossato dal TAR), mettendosi con la fascia tricolore alla testa del corteo del 30 marzo, il sindaco De  Mossi, insieme a TUTTI i consiglieri comunali, si deve assumere la responsabilità di non stare al fianco ma alla testa di ogni presidio, corteo e picchetto che gli operai metteranno in campo a difesa del loro posto di lavoro, contro l’arroganza e la falsità della multinazionale USA: questo è dare seguito pratico alla parola d’ordine “prima gli italiani”, questo è nel concreto difendere la sovranità nazionale dai predoni stranieri di turno che, dopo ave r incasso lauti finanziamenti e sussidi, se la svignano per produrre in paesi con minori tutele sindacali, ambientali e politiche!

Il prossimo 18 giugno è prevista una seduta del Consiglio Comunale in cui i consiglieri della Lega porteranno un’interrogazione sulla situazione attuale della Whirlpool a Siena. A questa riunione del Consiglio è il sindaco in prima persona che deve chiamare a partecipare gli operai dello stabilimento insieme a tutti gli altri, gli studenti, i precari e disoccupati che devono organizzarsi e prevenire la chiusura dell’azienda.

La Whirlpool non si tocca e va difesa ad ogni costo! A casa mandiamoci le multinazionali!

Al fianco degli operai per impedire lo smembramento del patrimonio produttivo senese e nazionale!

La sezione di Siena e Valdelsa del Partito dei CARC

 

 

A questa mozione presentata dal movimento “Per Siena” che istituiva un tavolo fra le varie forze politiche e sociali per far fronte alle situazioni di crisi aziendali, la maggioranza ha detto no. I problemi sarebbero stati risolti direttamente, grazie ai rapporti con il governo dal Sindaco. E’ necessario ricordare la vicenda Bassilichi a questo proposito. Per dovuta conoscenza

 

 

 

 

 

 

 

 

«Tavolo di concertazione: un’occasione persa»
Gravi responsabilità della maggioranza e della Giunta del Comune

 

di Pierluigi Piccini

SIENA – La situazione economica di un territorio va conosciuta e quando è il caso bisogna avere la capacità di prevenire le crisi aziendali; gli interventi in extremis spesso sono operazioni di corto respiro. A questo proposito il movimento Per Siena ha proposto l’istituzione di un tavolo di concertazione permanente, tra tutti i soggetti pubblici e i sindacati, per coinvolgere i diversi interlocutori nei punti di difficoltà economica che di volta in volta si manifestano o si possono manifestare. Il tavolo va inteso, ovviamente, come metodo di lavoro, visto che non sempre gli stessi soggetti saranno chiamati ad operare per affrontare le diverse crisi aziendali. Tale coordinamento avrebbe consentito all’amministrazione comunale di giocare un ruolo centrale e di raccordo fra i vari soggetti interessati. È necessario usare il condizionale, perché la mozione di Per Siena è stata rigettata dal Consiglio comunale. La maggioranza ha preferito chiudersi nell’autoreferenzialità, convinta che i suoi rapporti, quelli del sindaco siano sufficienti a far fronte alle situazioni di crisi. Tanto autosufficienti che fra gli assessorati non è presente neppure il responsabile alle attività economiche. Questo sindaco è convinto che l’economia di Siena si risolva nel turismo e nel commercio esattamente come pensava il suo predecessore Valentini. Il timore, più che fondato, è che il “no” di De Mossi e dei consiglieri della maggioranza sia stato un “no” dato a prescindere, senza riflettere sull’importanza di una proposta del genere e senza alcun senso di responsabilità.
Per Bassilichi e Whirpool abbiamo notato che la sensazione di precarietà dei lavoratori non è stata dissipata proprio a causa di un intervento tardivo delle istituzioni e per la mancata sintonia tra le parti sociali. Un tavolo di concertazione sociale nel settore economico costituirebbe il termometro della condizione territoriale e aiuterebbe le stesse aziende ad avere informazioni di governo. Visto, inoltre, che che la nostra economia non è costituita solo dal commercio e dal turismo, ma anche e soprattutto da aziende del comparto agroalimentare e manifatturiero. E non è un caso che sia parte delle attività commerciali, che turistiche sono legate alla produzione di queste aziende, particolarmente presenti nel resto del territorio provinciale. Fortunatamente il Governo è intervenuto sulle situazioni più gravi, rimandando di un anno e mezzo la mobilità e il precariato sia di Whirpool che di Bassilichi. Ma i governi possono cambiare o modificare la loro composizione mettendo a rischio le decisioni già prese in precedenza. Il tavolo di concertazione avrebbe potuto, viste le composite presenze anche di schieramenti diversi, ovviare a tale rischio e avrebbe potuto garantire i lavoratori, i sindacati e le associazioni di categoria del territorio. Avere un riferimento certo e non singoli esponenti delle istituzioni, completamente isolati, messi, quest’ultimi nella condizione di non poter definire una strategia unitaria efficace.

Comments are closed.