Moby Dick quando le parole vanno al potere

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Moby Dick quando le parole vanno al potere

ELISABETTA BERTI

Diritti e razzismo, la politica italiana e il valore della cultura Da domani fino a domenica la seconda edizione dell’iniziativa a Terranuova Bracciolini (Arezzo): il programma degli incontri «Quando ha chiuso anche l’ultima libreria del Valdarno, ho sentito che dovevamo correre ai ripari». È un rifugio in tempi duri Moby Dick, il festival di Terranuova Bracciolini che per la seconda edizione si tiene da domani a domenica 7 aprile, con una metafora che lo sottende – una ricerca strenua di ciò che l’uomo non conosce, proprio come in Melville – e una missione: recuperare il valore delle parole. Lo racconta il sindaco di Terranuova Sergio Chienni, che lo organizza come un gesto necessario per la comunità insieme alla curatrice Elisa Erica Sommaruga: «C’è un grande bisogno di approfondimento, di confronto su temi complessi e attuali. Per questo abbiamo invitato scrittori, giornalisti, politici, filosofi e artisti capaci di raccontarci il mondo da una prospettiva diversa, alla ricerca costante di ciò che siamo». Diritti, razzismo, la politica italiana, l’ambiente, il valore della cultura, tutti temi affrontati negli incontri che per cinque giorni si avvicenderanno sotto la tensostruttura di piazza della Repubblica, con – tra gli altri – Federico Rampini, Massimo Cacciari, Enrico Letta, Stefano Massini, Gianrico Carofiglio, Tahar Ben Jelloun, David Grossman, Giovanni Veronesi, Laura Morante; perché se è vero che «siamo le nostre parole e i nostri racconti, è altrettanto vero che siamo anche le parole e i racconti che scegliamo di ascoltare» dice la curatrice. Racconti come quelli che Federico Buffa, giornalista e storyteller dello sport, ha portato dalla tv ai palcoscenici teatrali con un successo da tutto esaurito di cui parlerà nell’anteprima del festival insieme a Benedetto Ferrara (domani, ore 21); racconti che emozionano gli spettatori de La7 il giovedì sera di cui è autore lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini, consulente artistico del Piccolo di Milano chiamato a Moby Dick per spiegare che “Le parole ti salvano la vita” (6 aprile, ore 19). Ma è la parola scritta soprattutto la protagonista di questo festival, dove tanti saranno i libri: Tahar Ben Jelloun, poeta e saggista marocchino, intervistato dall’antropologo Marco Aime parlerà del suo ultimo libro “La punizione” (La nave di Teseo), romanzo autobiografico in cui racconta di quando, cinquant’anni fa, da giovane studente universitario scese in strada per chiedere libertà e diritti e fu rinchiuso in carcere (6 aprile, ore 21); l’ex premier Enrico Letta (sabato 6, ore 16) con Alessandra Sardoni ripercorrerà i passaggi che hanno portato il governo dell’Italia in mani gialloverdi, così come ha fatto nel libro “Ho imparato” (Il mulino), e poi Nando Dalla Chiesa sulla bellezza dell’insegnare e del vivere in università, raccontate per Bompiani in “Per fortuna faccio il prof” (ore 19). E ancora il volto Rai Antonio Caprarica col suo ultimo libro “Royal Baby” (Sperling & Kupfer) domenica alle 11, seguito dalla giornalista di Repubblica Federica Angeli con “A mano disarmata” (Baldini+Castoldi), e Gianrico Carofiglio, in libreria con il nuovo romanzo noir La versione di Fenoglio (Einaudi), ma anche autore del saggio “Con parole precise”, dedicato alla potenza della parola usata come strumento di inclusione, per esprimere dei concetti chiari e far capire le proprie ragioni (7 aprile, ore 18). Presente il mondo dello spettacolo con Laura Morante (5 aprile, ore 18), Giovanni Veronesi (4 aprile, ore 22) e Niccolò Fabi (6 aprile, ore 18); si parlerà di ambiente con il danese Mikael Colville-Andersen che ha coniato il termine “copenaghenizzare” riferito all’impatto positivo delle bici sulla qualità di un luogo, di diritti e immigrazione con Carlotta Sami, portavoce per il Sud Europa dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati (6 aprile, ore 14). Appendice del festival, il 18 maggio, sarà la lectio magistralis dello scrittore israeliano David Grossman sul potere e il valore del racconto. Tra gli altri ospiti del festival ci sono Vanni Santoni (il 4 alle 18), lo storico Alessandro Barbero (il 5 alle 22,30), Peter Schneider (il 6 alle 17) e domenica Lucio Caracciolo ( alle 14), Marcello Fois con Massimo Bray (alle 16), Elena Loewenthal (ore 19), Vittorio Sgarbi (ore 21) e Beppe Severgnini (ore 22).

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