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Montepulciano, il Cantiere mette in piazza la musica

Da stasera al 2 agosto
di Gregorio Moppi
Il Cantiere di Montepulciano è stato tra i primi festival ad annunciare il suo cartellone e confermava l’intera programmazione puntando su distanziamento, biglietti a prezzi popolari e spazi apert. Ovviamente di qualcosa ci si è dovuti privare. Per esempio a un titolo d’opera in teatro e alla presenza dell’orchestra di ragazzi dal Royal College of Music di Manchester. Mentre non si è rinunciato a celebrare il duecentocinquantesimo compleanno di Beethoven, grazie all’Orchestra della Toscana guidata da Markus Stenz ( il 30 luglio), a un ensemble di allievi di Piero Farulli ( 31/ 7), e ai solisti Mariangela Vacatello e Francesco D’Orazio ( nella serata conclusiva del 2 agosto). E forse anche per questo – oltre che in ragione dei forti legami che Montepulciano ha sempre vantato con la cultura germanica – il governo tedesco ha riconosciuto al Cantiere, per il secondo anno di seguito, un contributo di 50 mila euro. ” Caos e creazione – scienza arte utopie” è il tema di quest’anno. Appropriato ai tanti punti interrogativi disseminati nel nostro presente e nel futuro. Una settimana di concerti, teatro e danza allargata anche ai comuni Cetona, Chianciano Terme, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda. Comunque il cuore del cantiere batte soprattutto nella piazza Grande di Montepulciano, dove oggi alle 21.30, per l’inaugurazione, arrivano i Solisti Aquilani diretti da Böer a presentare una serie di composizioni a tema naturalistico, con le “Quattro stagioni” di Vivaldi in evidenza. Molto presente, la musica da camera: Luigi Piovano, primo violoncello di Santa Cecilia, è impegnato in un incontro sinestesico con la sand artist Giulia Rubenni che modella la sabbia secondo gli echi delle partiture ( 26/ 7) e il trio barocco L’Astrée si occupa di Giuseppe Tartini (28-29/7). Ma il pezzo forte del Cantiere è il debutto, il 1° agosto, di ” Fuga a tre voci”, lo spettacolo teatrale del regista Marco Tullio Giordana dedica ad Hans Werner Henze il compositore che 45 anni ha ispirato la rassegna.

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