Palazzo Medici, svolta pop

Lucca diventa capitale del turismo culturale
22 Febbraio 2019
“Steward presi dalle contrade” La proposta del sindaco fa discutere
23 Febbraio 2019

Palazzo Medici, svolta pop

Non solo Rinascimento Visitatori in crescita, più servizi, mostre acchiappa-giovaniMetamorfosi di un museo a lungo «nascosto» che dopo Banksy punterà su David Bowie

Diventare più «pop» era l’obiettivo: prima con la street-art provocatoria di Banksy, ora David Bowie negli scatti di Sukita. Senza dimenticare l’esposizione dei costumi della fiction Rai I Medici e i giochi di luce di F-light . Per farlo conoscere ai giovani, aprire le porte della «casa del Rinascimento» alle forme d’arte più moderne.

Ma diventare anche «jazz», nel senso di aperto all’improvvisazione, è un effetto collaterale imprevisto per Palazzo Medici Riccardi. La riprova ce la danno cinque ragazzi tutti sotto i 20 anni, che uscendo da scuola due giorni fa passeggiavano in via Cavour. Passano davanti al civico numero 1 e notano il manifesto della mostra di Banksy. «Che posto è?» chiede uno del gruppo, con espressione meravigliata dipinta sul volto. «C’è Banksy, andiamo!» risponde un altro. Sottintendendo che non sapesse esattamente in quale posto fossero capitati. Ma sono entrati.

La strada dunque, pensa Tommaso Sacchi, è quella giusta: «Il nostro è un appello al mondo dei curatori, delle gallerie, degli artisti internazionali: iniziate a considerare Palazzo Medici Riccardi come luogo ideale alle vostre arti», dice il capo segreteria di Dario Nardella per la cultura e appena nominato coordinatore culturale per la Città Metropolitana — e quindi anche di Palazzo Medici Riccardi, sua sede principe — a supporto del sindaco.

È fuori dai circuiti turistici tradizionali, nonostante la posizione centrale e opere straordinarie come la Cappella dei Magi dove Benozzo Gozzoli ha ritratto gli esponenti della famiglia Medici, visibili anche «in trionfo» nella Galleria degli Specchi di Luca Giordano. Non è mai veramente messo a fuoco dai tour operator. Eppure cresce: con i suoi 56 mila visitatori nell’ultimo trimestre dell’anno, confrontato con i 34 mila dell’ultimo trimestre del 2017, è entrato tra i primi dieci musei più visitati in città. È terzo tra i «civici», nonostante sia di competenza della Città Metropolitana e non del Comune, dopo Palazzo Vecchio e Santa Maria Novella. E sta erodendo il gap se si guarda il trend che vede Palazzo Vecchio veleggiare verso un range tra i 600 e i 700 mila visitatori all’anno, stabile, e Palazzo Medici Riccardi salire fino a 150 mila, portando il rapporto da uno a quattro verso la nuova condizione di uno a tre. Il colpo di reni lo ha dato la mostra Banksy – This is not a photo opportunity curata da Gianluca Marziani e Stefano Antonelli, non a caso prorogata fino al 24 marzo. Che ha dato seguito all’ammodernamento dei servizi, della biglietteria curata da Mus.e come in tutti i musei comunali. «È ora un luogo più accogliente e più moderno — prosegue Sacchi — Dobbiamo correggere questo vulnus che lo vede fuori dai flussi turistici principali e tanto chi mi ha preceduto, tanto noi stessi, intendiamo proseguire a innalzare la qualità espositiva; Palazzo Medici Riccardi sta diventando un luogo ambito da artisti di richiamo internazionale». Grazie a una sede «molto duttile»: la monumentale Galleria delle Carrozze, spazio capace di grandi volumi «che vorremmo adibire alle installazioni», le sale Fabiani, la più raccolta Limonaia che fanno di un classico palazzo monumentale fiorentino, prima residenza medicea, casa di Cosimo e Lorenzo il Magnifico, «il luogo adatto all’accostamento con l’arte contemporanea».

Il 30 marzo infatti inaugura Heroes – Bowie by Sukita , retrospettiva dedicata al Duca Bianco ritratto dal maestro giapponese Masayoshi Sukita, a cura di Ono Arte Contemporanea che ha preparato per il bookshop una ricca scelta di libri e merchandising, oltre al catalogo, in collaborazione con Le Nozze di Figaro che organizzerà una serie di concerti acustici nel cortile del palazzo. Troveremo 60 scatti in formato gigante, alcuni dei quali esposti in anteprima nazionale, dove si racconta l’amicizia lunga quarant’anni tra uno dei massimi esponenti della musica del ‘900 e il fotografo che dalla fine degli anni ‘60 divenne uno dei maggiori testimoni della controcultura documentando il Festival di Woodstock, la New York di Andy Warhol, la swinging London e i padri del glam rock. Sukita conobbe Bowie nel 1972, all’inizio dell’era «Ziggy Stardust» e fu autore di alcune delle più celebri copertine dei suoi album tra cui Heroes .

https://corrierefiorentino.corriere.it/

Comments are closed.