Quale civismo? Se la proposta di De Mossi non fosse una boutade…

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Quale civismo? Se la proposta di De Mossi non fosse una boutade…

Movimento Per SIENA

COMUNICATO STAMPA del 10 luglio 2019

SIENA – Prendiamo atto della disponibilità di Pietra Serena ad accettare la proposta del sindaco De Mossi su “patto civico per una Siena più forte” (e magari “più bella e più grande che pria”, come diceva Petrolini), e gli auguriamo buona fortuna. La proposta del primo cittadino nasce dopo un incontro fra tutte le liste civiche – unica assente Voltiamo Pagina – durante il quale hanno severamente criticato l’operato di questa amministrazione. Si tratta di liste solo in parte presenti nello schieramento di maggioranza al momento delle elezioni e, quindi, in Consiglio comunale. Già questa temporalità dovrebbe far pensare alla strumentalità della proposta di De Mossi, formulata un attimo dopo l’assemblea delle liste civiche.

In ogni caso, vale la pena rispondere a queste domande: quali sono gli obiettivi che il presunto movimento civico si pone? E più precisamente, quali sono quelli del movimento Per Siena che – ricordiamo – è la lista che ha riportato più voti nelle ultime elezioni amministrative? Ci sembra di capire che non è possibile un cambiamento di maggioranza nel governo della città, non essendoci le condizioni numeriche per attuarlo. L’avvocato De Mossi ha, dunque, gioco facile potendo giocare su due forni: quello dei partiti e l’altro delle liste civiche (almeno di quelle disponibili a un confronto privo di elementi concreti), sebbene gran parte di queste ultime, presenti alla riunione, non abbiano consiglieri nell’amministrazione cittadina. Il sindaco si comporta esattamente come faceva la Democrazia cristiana ai tempi d’oro. Ebbene, a noi questo gioco dei due forni non piace, perché privo di prospettive politiche e amministrative concrete.

Se questa è la dimensione del confronto, è necessario che la proposta del patto civico venga riempita di contenuti e di garanzie, come abbiamo detto al tavolo delle liste civiche, altrimenti diventa vacua e priva di significato, scendendo su un piano meramente politico. Un patto per il rilancio di Siena su basi diverse ha bisogno di alcune precondizioni, per essere accettato. Tra queste la revisione delle nomine fatte dall’attuale amministrazione e alla scadenza di quelle della precedente. Le nomine dovrebbero avere la caratteristica della professionalità e della trasparenza, con procedure certe e verificabili, eliminando le logiche imposte da quello che chiamiamo il “cerchio magico”. Questa struttura amministrativa “ombra” non risponde alle istituzioni ma ha una propria, consolidata rete di riferimento. Quindi serve un rimpasto di Giunta con personaggi qualificati e senesi. Infine, auspichiamo un accordo su alcuni punti programmatici che per noi potrebbero essere: nomina dell’assessore alla cultura; un diverso approccio per l’urbanistica, il Santa Maria della Scala, il welfare e il sociale; un collegamento con il territorio e con gli altri Comuni della Provincia; la definizione dei rapporti con i privati attraverso norme chiare, trasparenti e verificabili. Se ciò dovesse avvenire, con un impegno formale e con gli atti conseguenti da parte del sindaco, allora potremmo considerare la proposta dell’avvocato De Mossi una cosa seria. Altrimenti, l’ipotesi del patto civico resta solo una boutade in una calda estate senese.

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