Siena e il potere: sempre i soliti

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Siena e il potere: sempre i soliti

di Pierluigi Piccini

Francamente avremmo voluto occuparci del futuro, ma i fatti di questi giorni ci impongono di ricostruire alcuni episodi che vanno dall’inizio del 2009 alle ultime elezioni amministrative comunali di Siena. Fra il 2009 e il 2010 nasce in città una associazione di nome ‘Per Siena’ che da ora in poi chiameremo ‘Per Siena 1’ per non confonderla con ‘Per Siena’ quella che si è presentata alle elezioni del maggio 2018. Molti dei fondatori di quella aggregazione, i più significativi, si sono schierati nella ultima competizione amministrativa con l’avvocato De Mossi. Ma quale era l’intento che univa gli iscritti a tale raggruppamento? L’obiettivo era quello di portare a fare il sindaco Franco Ceccuzzi che aveva benedetto, così come Mussari, senza che i due si fossero mai iscritti, questo gruppo e il loro intento. L’obiettivo venne raggiunto, ma l’esperienza amministrativa durò poco: Ceccuzzi si dimise per questioni legate al bilancio (21 maggio 2012). Seguirà per circa un anno la gestione del commissario di governo. Nel frattempo in attesa delle elezioni che avrebbero dovuto seguire l’esperienza commissariale si forma in città un altro movimento che prenderà il nome di ‘53100’. Tutte e due, ‘Per Siena 1’ e ‘53100’ hanno come obiettivo riportare Ceccuzzi a fare il sindaco nella campagna elettorale fissata per il maggio del 2013. ‘53100’ sviluppa una serie di iniziative di preparazione e di contenuto amministrativo che vedono, come uno degli animatori più impegnati, l’architetto Andrea Milani. Ma a questo punto come si usa dire: “il diavolo fa le pentole e non i coperchi”, Ceccuzzi si ritira dalle primarie (25 febbraio 2013) per le note vicende salernitane e apre la strada alla candidatura del renziano Valentini. Quest’ultimo poteva andare bene anche per molti degli iscritti alle due associazioni sopra descritte: veniva da Monteriggioni, quindi poco addentro alle questioni senesi, difficili da comprendere nelle diverse ramificazioni e poi troppo pieno del suo essere per destare preoccupazione. Le preoccupazioni verranno durante la gestione del suo mandato. ‘53100’ ripiega su un altro candidato, Alessandro Corsini (5 maggio 2013) che prenderà pochi voti, ma non poteva essere diversamente. E veniamo alle elezioni amministrative ultime: Valentini primo, De Mossi secondo, Piccini terzo. A molti dei suddetti il risultato è sembrato eccellente, lo scontro sarà fra Valentini e De Mossi, ma che farà il terzo, Piccini? Difficilmente andrà con il Pd: lo ha criticato fortemente e poi quel partito lo ha espulso, molti pensano che ‘Per Siena’ lascerà liberi i propri elettori di votare chi credono opportuno. Ma non è cosi, Piccini si allea tramite un apparentamento con Valentini, per le stesse ragioni che alcuni avevano portato a votare quest’ultimo nella elezione precedente (2013): se Valentini ha controllato Siena, se lo ha fatto, lo ha fatto involontariamente. Durante il suo mandato non ha capito né le partite in gioco, né le logiche di potere che hanno determinato le singole scelte nei vari settori della città, quindi un alleato strategico di ‘Per Siena’ per cambiare e innovare finalmente Siena. Per i motivi sopra accennati e solo dal punto di vista del potere Valentini ha rappresentato una variante indipendente. Forse quest’ultimo è il motivo vero della sua sconfitta personale. Quando non si ha in mano il gioco bisogna “sparigliare le carte” avrebbe detto Sergio Bindi. Operazione non capita del tutto dagli elettori, troppo poco tempo per spiegarla con nessuna reazione del Pd, impegnato a redimere le divisioni interne. Ma l’apparentamento fa paura a diversi e si corre ai ripari, l’avversario è Piccini, come lo è da tempo e questa volta potrebbe farcela. Ciò che è avvenuto a seguito di questa grande preoccupazione si chiama ricompattamento e ciò che sta avvenendo si chiama ancora ricompattamento. La stessa logica che ha guidato alcuni settori del Pd, quelli che hanno votato De Mossi. Quindi alleanza fra parti significative degli ex di ‘Per Siena 1’, degli ex di ‘53100’ e settori del Pd. ‘Per Siena’ e le sue proposte di governo vanno tenute lontane dall’avvocato, perché una loro alleanza potrebbe veramente scardinare la situazione senese, ammesso che il primo cittadino abbia l’autonomia per farlo, in questo caso ballerebbero i numeri del consiglio comunale. Allora è giusto fare delle domande alle forze politiche che sostengono questa amministrazione: è chiaro a tutti quello che è successo? Non è che la logica di mandare a casa il Pd a tutti i costi, non ha permesso di vedere le vere contraddizioni delle alleanze, non solo politiche che la maggioranza tiene insieme? E’ sicura, la maggioranza, che le persone che le girano intorno non siano stati paladini della sinistra o personaggi di supporto ad alcuni dirigenti del partito democratico? C’è consapevolezza che al di là della retorica del nuovo che la maggioranza ripete in continuazione, per ora, non abbiate fatto altro che rafforzare le vecchie logiche?

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