Il piano operativo solo in giunta Siena Attiva «Una forzatura».

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Il piano operativo solo in giunta Siena Attiva «Una forzatura».

Procede a strappi il lavoro della maggioranza in consiglio comunale nell’ultimo periodo del mandato. Dopo le tensioni nel Pd (da mesi incapace di risolvere il caso dimissioni della capogruppo Carolina Persi), la distanza sempre più evidente con Siena attiva, ora arriva un passaggio sul piano operativo che suscita più di un malumore. Ieri mattina la giunta ha approvato la delibera per l’avvio del procedimento, con soli sei assessori presenti (assenti Mancuso, vice sindaco, Tarquini, Maggi, Ferretti). Come prevede la normativa, l’atto può passare sia dalla giunta sia dal consiglio, ma nel secondo caso acquista una maggiore valenza politica. Accompagnato, magari, da quel processo partecipativo con i cittadini e i Comuni confinanti, come previsto anche nell’atto consiliare di indirizzo dello scorso anno.
A sottolineare questa lettura Francesco Fasano, coordinatore di Siena attiva, già più volte critico nei confronti del sindaco: «Questo passaggio è una forzatura rispetto alla condivisione che sarebbe stata necessaria nell’organo elettivo, per un atto di questa rilevanza. In realtà lo strumento rischia di nascere fuori tempo massimo e di partire senza tutti i presupposti necessari». Valentini ha sempre sostenuto che avrebbe portato a compimento questo delicato passaggio entro la fine del suo mandato. Ed è intenzionato a non fermarsi, anche se il momento dell’approdo in consiglio sarà tutt’altro che facile.
O.P.

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