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Turismo, danni per 66 miliardi. Sos dei sindaci: “Serve sostegno fortissimo”

Da Venezia a Lampedusa le richieste al governo: non basta l’appello di Conte (“Tutti in vacanza in Italia”), necessario un fondo ad hoc
 
I bagnini di Rimini tra una settimana cominceranno a preparare le spiagge. Il sindaco Andrea Gnassi tiene la contabilità del turismo messo in ginocchio dal coronavirus in una zona che ha più turisti sia di Venezia che di Firenze. Dati Istat alla mano: nel riminese si contavano 16 milioni e 200 mila turisti all’anno da sommare ai cosiddetti “escursionisti”, ovvero chi non si ferma a dormire, e che erano almeno 13 milioni, sempre ogni anno. La somma faceva 30 milioni di presenze turistiche, con annate ancora più affollate. E ora? “La produzione si riprenderà, le merci torneranno a circolare. Ma noi importiamo persone e creiamo relazioni. Non ci rimetteremo in piedi facilmente. Serve un sostegno fortissimo del governo”, insiste Gnassi.

Da Rimini a Lampedusa, da Venezia a Palermo, passando per Ravenna e Firenze, le promesse del premier Conte – che l’altra sera nel tavolo con Regioni e enti locali, ha lanciato lo slogan “Quest’estate tutti in vacanza in Italia” e annunciato un piano per il turismo – non bastano. Si spera nell’impegno concreto del ministro Dario Franceschini che ha in mano la partita. Il ministro ha assicurato che “si sta lavorando per bonus vacanze alle persone e alle famiglie sulla base delle fasce di reddito”. Si è  parlato di un bonus di 500 euro almeno. Sono altresì previste “riaperture con misure di sicurezza per musei e parchi archeologici”. Oltre che per le spiagge. Una data certa per la ripartenza non è stata ancora fatta, ma potrebbe andare dalla seconda metà di maggio a inizio giugno.

Di certo c’è che il settore turistico è in ginocchio. I dati del World travel and tourism council sono sconfortanti. Dicono che l’impatto sulla spesa turistica in entrata dall’estero si traduce in un calo di quasi 20 miliardi di euro nel 2020 rispetto al 2019 nello scenario di blocco da inizio/metà marzo a fine giugno, cioè 3-4 mesi. Sempre nello scenario di lockdown i pernottamenti internazionali sono inferiori per 102 milioni di euro nel 2020 rispetto all’anno precedente.

E veniamo ai visitatori italiani. Il declino è pari a 46 miliardi di euro nel 2020 rispetto al 2019. I pernottamenti domestici sono inferiori di 49 milioni. La somma è un danno di 66 miliardi e 151 milioni di euro. Tanto per dare un parametro di riferimento, va aggiunto che con i suoi 237,8 miliardi di fatturato il settore del turismo e il suo indotto contribuiscono al 13,2% del Pil italiano.

Il sindaco di Lampedusa Totò Martello spiega perché per il 2020 l’isola ha chiuso con il turismo. “Quale compagnia investirà nei voli charter per portare qui i turisti, in questo angolo di paradiso? Se prima il biglietto costava fino a 300 euro a testa, ora con il distanziamento e quindi a passeggeri ridotti alla metà, aumenterà fino a 600 euro almeno”.

Da Venezia il sindaco Luigi Brugnaro lancia il suo grido di dolore: “Venezia è patrimonio dell’umanità, si riprenderà e rilancerà. Ma occorrono un investimento vero e sostanzioso da parte del governo. La filiera del turismo è in ginocchio”.

Da Firenze Dario Nardella ha già lanciato la parola d’ordine: riscoprire l’Italia. Parla di una “grande e bella campagna per riattivare il turismo interno”. L’opinione del primo cittadino fiorentino è che servano aiuti dello Stato con un fondo ad hoc del ministro Franceschini che preveda i voucher per le famiglie ma anche sostegno per i mancati introiti dell’imposta di soggiorno ai Comuni. Da non conteggiare nei 3 miliardi e mezzo che il decreto aprile stanzierà per le amministrazioni locali a rischio default.

Michele De Pascale, il sindaco di Ravenna e presidente dell’Unione delle Province, è certo che “gli imprenditori romagnoli della più grande impresa turistica del mondo sono già al lavoro. Al di là delle sciocchezze delle spiagge con i muri di plexiglass, ci mettono la loro competenza e fantasia per riorganizzare spiagge, alberghi e, camping”. Insomma, pronti a risalire la china. E in fretta. Ravenna città poi, sta lavorando con il Ravenna festival per manifestazioni in spazi all’aperto in un mix di capienza ridotta ed eventi culturali. La grande celebrazione per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri è un cantiere riaperto. Si terrà a settembre: “Non salterà di certo”.

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