Va a ruba il seggiolino anti abbandono genitori all’assalto ma sono già esauriti

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8 Novembre 2019

Va a ruba il seggiolino anti abbandono genitori all’assalto ma sono già esauriti

È entrato in vigore l’obbligo per chi trasporta in auto bambini fino a quattro anni I negozianti: ” Si è creato un bel caos, in un solo giorno abbiamo praticamente finito tutto”
di Matteo Regoli « Abbiamo esaurito i dispositivi ‘ anti- abbandono’ già poco dopo l’apertura«. Ieri, nei negozi di articoli per bambini di Firenze e provincia, grandi o piccoli che fossero, non si sentiva dire altro. Il quadro descritto da molti titolari e dipendenti ricorda quello caotico di un assalto all’ultimo momento: è questo l’effetto che sembra aver sortito l’entrata in vigore dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada, che obbliga i genitori con figli minori di 4 anni a montare sulle auto un sistema di allarme ‘ anti- abbandono’. Nella sola Toscana sarebbero circa 100 mila le vetture che richiederebbero di essere dotate di questo di tipo di accessori.
Scopo del provvedimento è scongiurare quegli episodi che hanno visto i più piccoli rimanere spesso vittime delle “dimenticanze” degli adulti. Non ultimo il caso di Pisa del maggio dell’anno scorso, quando un padre lasciò la figlia di meno di un anno per più di sette ore nella macchina posteggiata vicino allo stabilimento dove lavorava. Nel giugno del 2017 un fatto simile era avvenuto a Castelfranco di Sopra ( Arezzo): a farne le spese una bimba di 18 mesi, ritrovata morta dalla madre all’uscita dall’ufficio, dopo che era rimasta rinchiusa nell’auto dalle 8 alle 14.
Ma benché il fine dell’obbligo sia chiaro, commercianti e clienti hanno comunque incontrato diverse difficoltà a seguito dell’attuazione, lamentando soprattutto il poco tempo concesso per informarsi e adeguarsi alla legge. «Si è creato un bel caos – racconta Giulia, titolare di Starkids Firenze – in un giorno ho quasi terminato anche le scorte, mi toccherà rifare l’ordine. Le persone però sono in apprensione perché non vogliono buttare i propri soldi per il prodotto sbagliato o di scarsa qualità. Io consiglio loro di fare una scelta non guardando tanto al prezzo, ma affidandosi al nome dell’azienda produttrice, con un occhio di riguardo rivolto alle autocertificazioni ».
« Abbiamo finito tutto e le richieste superano la disponibilità, sebbene le aziende facciano il possibile per rifornirci rapidamente. I clienti, inoltre, non sanno che caratteristiche debbano avere questi strumenti e vanno un po’ alla cieca. Non hanno avuto tempo sufficiente per informarsi: dovevano esserci 120 giorni per mettersi in regola e invece non ci sono stati», sono le parole di un’addetta de Il Nido di Scandicci.
Quanto agli articoli più venduti, sembra esserci maggiore richiesta per gli accessori che per i seggiolini con il congegno integrato all’origine. « I dispositivi separati vanno di gran lunga di più – dice Alberto, dipendente di Nuova Ideal Bimbo – Innanzitutto perché magari i genitori avevano acquistato il seggiolino in precedenza e poi perché quelli con l’allarme incorporato vengono prodotti da pochissime aziende e possono essere molto costosi. Se per i primi si parla di una fascia di prezzo che va dai 30 agli 80 euro, nel caso dei secondi si più arrivare anche a 500».
Una notevole incertezza regna poi sulle modalità secondo cui si potrà usufruire dell’incentivo di 30 euro garantito nel Dl Fisco per ciascun dispositivo acquistato. «In attesa di ulteriori indicazioni e sviluppi tutto ciò che possiamo fare è emettere regolarmente scontrini e fatture» sottolinea un dipendente del Bimbo Store di Campi Bisenzio.
Malgrado la mancanza di informazioni e la ridotta disponibilità dei prodotti in molti dei negozi di articoli per bambini, una soluzione però rimane a chi fosse rimasto sprovvisto di un sistema ‘ anti- abbandono’, ed è rappresentata dai punti vendita di accessori per l’auto. « Ho avuto un sacco di richieste, ma non ho venduto neanche un dispositivo – riferisce Massimiliano Nenci, proprietario di Autoricambi Gavinana – Molti giustamente sono venuti nei giorni scorsi per informarsi, ma non è seguita nessuna ressa per l’acquisto».

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