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Via ai lavori per rifare tutta la Fortezza con un auditorium da più di 3 mila posti

Firenze, Fortezza da Basso

Presentato il piano che cambierà il volto al polo espositivo nei prossimi cinque anni, padiglione per padiglione Un investimento da 100 milioni che coinvolgerà anche Palacongressi e Palaffari
di Ilaria Ciuti Via ai lavori per far diventare la Fortezza la perla del Rinascimento 4.0. Ovvero un centro fieristico congressuale di 95 mila metri quadri capace di tenere insieme le meraviglie storiche del capolavoro di Antonio da Sangallo del 1537 che verranno recuperate e il massimo di efficienza, funzionalità e tecnologia della modernità. Una bella sfida. Se ne è parlato tanto, ora finalmente il progetto di recupero si fa. I lavori sono partiti il 13 gennaio con il restauro di un tratto del chilometro e mezzo delle antiche mura medicee. Come hanno mostrato ieri, sui cantieri, il sindaco Nardella, l’assessore alle attività produttive della Regione, Stefano Ciuoffo, e il presidente della Camera di commercio, Leonardo Bassilichi, che è anche presidente di Firenze Fiera, la società che gestisce la Fortezza con relative fiere e congressi.
L’obiettivo lo dichiarano Nardella e Bassilichi: un polo fieristico congressuale che incarni il massimo di eccellenza e competitività, non solo a livello italiano ma internazionale. Uno straordinario complesso storico- artistico come nessuna altra Fiera nel mondo ha, sottolineano i due, per di più nel pieno centro di Firenze a pochi metri dalla stazione ( 36 milioni di passeggeri l’anno) e a poco più di un quarto d’ora di tram dall’aeroporto. «Una vetrina – spiegano sindaco e presidente di Firenze Fiera – per le nostre imprese e una sirena per il turismo congressuale che tutti desiderano, perché colto e ricco, un volano per lo sviluppo economico di Firenze e la Toscana. Ma anche un centro culturale, artistico, d eventi di ogni tipo».
Il Comune è la stazione appaltante e responsabile di progetti e lavori che potrebbero finire in tre anni, annotano Nardella, Ciuoffo e Bassilichi , ma termineranno nel 2026 per permettere alle attività fieristiche e congressuali di andare avanti. Così procederanno per 5 lotti separati (un edificio e il corrispondente tratto di mura) ma da usare, ognuno, appena finito. Primo lotto, l’attuale tratto di mura. Secondo, il nuovo padiglione Bellavista che sorgerà al posto dell’attuale Rastriglia, vicino all’ingresso e davanti all’Opificio delle Pietre Dure, per cui è in corso la gara di progettazione: 3.600 metri quadri multifunzionali per fiere e congressi trasformabili in un auditorium da 3.350 posti frazionabili, « come pochi hanno in Europa», avverte il sindaco. Inizio lavori, gennaio 2021, durata, due anni. A settembre 2021 si passerà al Machiavelli da restaurare e ammodernare in un anno. Seguirà il Cavaniglia da ampliare fino a tutto il bastione. Ultimo, il centrale Spadolini da dotare, anch’esso, delle tecnologie più avanzate, comprese quelle per il risparmio energetico, Né il nuovo polo si ferma alla Fortezza. Stanno per partire i lavori che entro il 2021 faranno del Palaffari un moderno centro congressi. Nello stesso anno verrà valorizzato il Palacongressi di Villa Vittoria. Sono circa 100 milioni in tutto che pioveranno su quell’angolo di Firenze. « Non si era mai visto negli ultimi 50 anni un progetto di recupero di questa importanza » , sottolinea Nardella. Sulla Fortezza, sono 48 milioni investiti dai 4 proprietari ( Regione, Comune, Città metropolitana, Camera di Commercio) che si sono ripartiti quanto versato dalla Camera di commercio per entrare in proprietà e lo hanno riversato per 12 milioni a testa nei lavori. Più 20,1 milioni del Patto per Firenze, più 16 milioni di Firenze Fiera per le rifiniture finali, oltre gli 8 per il Palaffari, più 6 della Regione per Villa Vittoria che è sua.
« Grazie al lavoro congiunto – è soddisfatto Nardella – sbloccheremo un’opera fondamentale, nell’interesse della città». Conferma Ciuoffo: « tramite l’accordo nascerà a Firenze e in Toscana un polo fieristico e congressuale con caratteristiche uniche di rilevanza internazionale». Bassilichi non ha dubbi: « Dalla ristrutturazione dell’intero centro congressuale fieristico passa non solo il rilancio di un settore, ma di tutte le attività della città e la regione. Sarà la piattaforma per far vincere le eccellenze».

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