Vieusseux, 200 anni pensando alle donne

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Vieusseux, 200 anni pensando alle donne

foto diffuse dall'ufficio stampa del Gabinetto Vieusseux

A gennaio via ai festeggiamenti. Istituito il Comitato nazionale, nasce l’archivio delle scrittrici di oggi

Chiara Dino

 

Non avrà la sua sede definitiva, quella ancora no: per il momento resta a Palazzo Strozzi e per passare in Santa Maria Novella ci vorrà ancora del tempo, anni. Ma per il suo duecentesimo compleanno il Gabinetto Vieusseux, forte di un Comitato nazionale per i festeggiamenti con Cosimo Ceccuti al vertice nato con un decreto del ministro Franceschini, prepara un biennio di eventi — tra mostre, lectio e dibattiti — che guardano al passato per celebrarne la storia, ma che, soprattutto, si aprono al presente e al futuro.

All’interno dell’archivio Bonsanti nascerà, nel corso del 2020 e 2021, una nuova sezione dedicata ad accogliere il materiale delle scrittrici del nuovo millennio — da Silvia Avallone a Michela Murgia, da Nadia Terranova a Simona Vinci — con file, bozze corrette, quaderni di appunti, video-interviste. L’intento di questo progetto, che ha ricevuto il plauso del sindaco Dario Nardella e dell’assessore Tommaso Sacchi, è di valorizzare il contemporaneo e in particolar modo il femminile: «Perché è con la cultura — dice Sacchi — che bisogna partire per abbattere gli stereotipi di genere e la ghettizzazione delle donne» e perché la forza vitale di un luogo come «il Vieusseux — ha aggiunto Nardella — è quello di essere attuale oggi come lo era ai tempi in cui fu fondato». Il tema del femminile è particolarmente sentito dai vertici del Gabinetto Vieusseux — Alba Donati presidente, Gloria Manghetti direttrice — e dal principale sponsor e cioè la Fondazione Cr Firenze con Donatella Carmi a rappresentarla. Lei ha sottolineato: «Sono molto contenta di sostenere questa istituzione e questa manifestazione. A me, e lo dico con una vena polemica, in quanto donna, hanno lasciato da seguire la cultura e il sociale, nella convinzione, chissà, che valgano meno. Di questo vado orgogliosa». La festa per l’avvio del bicentenario — in programma il 25 gennaio — vedrà partecipare il ministro Dario Franceschini e coinciderà con l’inaugurazione della prima di due mostre: quella intitolata Il Vieusseux dei Vieusseux — Giovan Pietro, il fondatore e il nipote Eugenio — che ci porterà tra foto d’archivio di Palazzo Buondelmonti, Palazzo Feroni e Palazzo Vieusseux che era in via dei Vecchietti, prime tre sedi del Gabinetto, e dei lettori che queste sedi frequentarono assiduamente da quando, il mercante ginevrino col pallino della letteratura e della divulgazione, fece di Firenze il luogo di incontro di intellettuali da Leopardi a Manzoni. Sempre nel 2020 il primo ciclo di cinque conferenze dedicate ad analizzare il significato di altrettante parole: (Europa con Ferruccio de Bortoli, Comunicazione con Michela Murgia, Terra con Stefano Mancuso, Viaggio con Paolo Rumiz, Migrazioni con Francesca Mannocchi). Torna il progetto Scrittori e scrittrici raccontano i classici (Con Claudia Durastanti che parla di Don De Lillo, Teresa Ciabatti di Oates. Tommaso Pincio di Bolano e Antonio Scurati di Cormac Mc Carthy). E tornano le lezioni di letteratura sull’Otto e Novecento. È già in programma una pubblicazione sul carteggio tra Carlo Emilio Gadda e Alessandro Bonsanti dal titolo Sono il pero e la zucca di me stesso . Infine un ciclo di conferenze sarà dedicato al Giovan Pietro Vieusseux e Firenze. Nel 2021 un’altra mostra: Il Novecento negli autografi dell’Archivio contemporaneo , il completamento dell’archivio al femminile, ancora un ciclo di conferenze su Vieusseux e Firenze, l’analisi di altre 5 parole, il progetto di Scrittori che raccontano i classici e le lezioni su Otto e Novecento. Il Vieusseux si avvale di contributi pubblici (97o mila euro Comune e 34.125 Regione) di circa 70 mila euro di Fondazione CR Firenze e di 25 mila euro straordinari del ministero .

 

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