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3 Aprile 2025Educazione cinica La rete di docenti e studenti: «Scarto enorme tra le indicazioni del ministero e la Costituzione»
Le consultazioni promesse dal ministro dell’Istruzione (e merito) Giuseppe Valditara non sono mai cominciate, a meno di non voler far passare come tale il sondaggio senza possibilità di risposte negative sottoposto ai docenti. Tuttavia sindacati, associazioni di genitori e di studenti e professionali, hanno fatto da soli e ieri si sono riuniti all’Università di Roma III per discutere delle contestate linee guida per l’insegnamento promosse dal ministero.
La rete che ha organizzato l’assemblea nazionale (composta tra gli altri, anche da Flc Cgil, Gruppo nazionale nidi e infanzia, Cidi, Cemea, Legambiente, coordinamento Care, Udu e Uds) ha chiesto a Valditara e al governo una moratoria del testo e l’apertura di «un’autentica fase di consultazione» con la comunità educante.
«Il senso di queste linee guida è profondamente politico e deve entrare nel dibattito pubblico – ha detto la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, nel suo intervento-. L’unico obiettivo che ha il governo è quello di togliere di mezzo la visione della scuola costituzionale, della conoscenza come complessità e fare strame della ricerca pedagogica, per passare a un modello di istruzione culturalmente povero, ideologico, condito di autoritarismo e dogmatismo ma la scuola non è del governo in carica».
Durante la maratona di dibattito sono intervenuti decine di professori universitari, docenti e esperti da tutta Italia. Tra i banchi anche esponenti politici di Avs, M5S e Pd. Il giudizio comune è che il testo che Valditara ha composto con l’aiuto di Ernesto Galli della Loggia (redattore del capitolo sulla storia che comincia con la contestata affermazione «Solo l’occidente conosce la storia») sia «inemendabile».
«Tra il dettato costituzionale e le indicazioni c’è uno scarto enorme», spiegano dall’assemblea. Contestata anche, nel giorno del ritrovamento del cadavere di un’altra giovane donna, l’impostazione dell’educazione all’affettività che nel testo del Mim viene declinata in «educazione del cuore» con la violenza di genere sistemica definita «triste patologia».
Valditara ha fretta di chiudere: il 10 di aprile scade la possibilità per i docenti di rispondere al sondaggio. L’ansia del ministro leghista è comprensibile, vuole arrivare alle prossime scadenze elettorali con un’altra spilletta sul petto, oltre a quella con Alberto da Giussano, e con i libri di testo in modifica. La mobilitazione della comunità educante intanto è partita: «stiamo ricevendo altre adesioni e faremo ulteriori iniziative, serve anche una risposta politica».