La ricetta di Tirelli per il turismo: matrimoni (wedding) e congressi

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8 Luglio 2019
Rassegna Stampa
8 Luglio 2019

La ricetta di Tirelli per il turismo: matrimoni (wedding) e congressi

di Pierluigi Piccini

Abbiamo infine capito che i punti forti del Comune di Siena sul turismo sono sostanzialmente due: i matrimoni e i congressi. Partiamo dai matrimoni (wedding) diciamolo in Italiano, questi dovrebbero dare una spinta al turismo di qualità, peccato che al momento sono irrilevanti e, con l’impostazione data dal Comune, presumibilmente continueranno  a svolgersi nelle lussuose ville del territorio agricolo di Siena. Quanto ai congressi, per realizzare questa opportunità è necessario avere tre condizioni: banalmente, un centro congressi (non una semplice sala), collegamenti viari efficienti e una struttura alberghiera capace di accogliere, al massimo, in uno, due alberghi i partecipanti ai vari eventi. Bene! Di queste tre condizioni, oggi, a Siena non ce n’è nessuna. Smettiamola di chiamare centro congressi una sala attrezzata al Santa Maria della Scala di 350 posti.  Dopo le favole rimane la dura realtà che è fatta di street food, di potenti macchine in piazza del Campo, di ruota panoramica, di trenino natalizio e le varie fiere che di tanto in tanto si svolgono in città, perché tali sono. Ciò che si trova in quasi tutti i comuni italiani, grazie alle proloco. L’offerta culturale è debolissima e misconosciuta: basta guardare i periodici specializzati, le pagine culturali dei quotidiani:  Siena, ormai da mesi e mesi, non è più presente. La cultura non è solo esposizioni ma un processo dinamico complessivo capace di narrare una storia unica, diversa che bisogna, però, conoscere. A Siena da tempo gli è stato tolto il suo mistero, quella segretezza che bisognerebbe e bisognava disvelare lentamente attraverso un racconto. Partendo proprio dal Palio che sta sempre più perdendo la sua misteriosità: tutto è ormai troppo palese, come stanno a dimostrare le ultime Carriere corse. Inoltre è  smisuratamente usato, vittima di un eccesso di esposizione,  per riempire i vuoti che non gli appartengono. Ma così diventa demologia, simulacro di una civiltà e di una lunga tradizione: corre il rischio di diventare il gioco storico che caratterizza tante cittadine, usato come mezzo promozionale, in mancanza di altro. In questo senso svolge egregiamente il suo ruolo, quello di essere la cartina tornasole della vita cittadina. Quanto al  mistero, alla segretezza, al racconto funzionale a mantenere una identità sarà necessario ritornarci, con un apposito articolo.

“Turismo non c’è strategia” ECO1609

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