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26 Febbraio 2025
Claudio Coli
SIENA
“Disagio e preoccupazione”. Questo è lo stato d’animo delle Contrade di Siena in seguito alla sentenza del processo bis sui fronteggiamenti avvenuti tra i contradaioli di Nicchio e Valdimontone dopo la Carriera del 2 luglio 2018, che ha visto la condanna di 8 soggetti, sette nicchiaioli e un montonaiolo, per rissa e resistenza a pubblico ufficiale. Altri 9 elementi sono stati invece assolti. Un verdetto a suo modo “storico” quello emesso dal giudice Francesco Cerretelli, che non mancherà di incidere in modo sostanziale sul futuro della Festa senese: per 5 persone è stata disposta infatti la pena di 4 mesi e 1.000 euro di multa per rissa e resistenza, per un contradaiolo la condanna è stata di 5 mesi e sanzione pecuniaria sempre da 1.000 euro, mentre per altri tre è stata comminata una multa da 1.000 euro relativamente alla sola rissa.
Il pensiero dei popoli viene riassunto dalle parole rettore del Magistrato delle Contrade, Emanuele Squarci, che come già fatto in seguito alla prima sentenza del 2023 sui fatti dell’agosto 2015 (quando ci furono 3 condanne a fronte di 27 assoluzioni) esprime soddisfazione per le decisioni favorevoli ai contradaioli, ma non può certo nascondere il turbamento per chi è stato condannato. Sono immancabili i riflessi su quella che è una consuetudine secolare. “Il sollievo umano per chi è stato assolto – dichiara Squarci – non compensa l’amarezza per le condanne inflitte”. Il rettore sottolinea che “c’è preoccupazione in relazione al futuro della festa, in particolare per i contradaioli più giovani che rischiano di trovarsi invischiati in situazioni simili”.
Il massimo esponente del Magistrato delle Contrade infatti, nel rimarcare che tale decisione rischia di pregiudicare la Festa, afferma in maniera netta la non associazione dei fronteggiamenti a volgari scazzottate penalmente rilevanti. “Non condividiamo la qualificazione giudiziaria dei fronteggiamenti, non sono risse”, tiene a precisare. I priori, con probabilità, si incontreranno prossimamente per discutere della situazione, ma consci di non poter cambiare le cose. “Non abbiamo margine di influenza” nota con un filo di rassegnazione Squarci. Si dovranno attendere adesso i 90 giorni canonici per il deposito delle motivazioni del Tribunale, dove il giudice esplicherà il ragionamento seguito per giungere alle condanne. L’analisi del documento permetterà alla difesa dei condannati di pianificare le prossime mosse e provare a ribaltare la situazione: di certo la battaglia per gli otto contradaioli proseguirà in secondo grado. “Attendo di leggere le motivazioni – conferma l’avvocato Luigi De Mossi, che segue i nicchiaioli – e sicuramente faremo ricorso in Appello. Ne ho già fatti assolvere quattro”.