
La Cassia: una strada al centro della storia, ai margini della modernità
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C’è un fenomeno ricorrente nel sistema mediatico: periodicamente esplode un tema capace di monopolizzare prime pagine, talk show e social, mentre i problemi strutturali del Paese rimangono sullo sfondo. Non è solo casualità: è un meccanismo che alterna scandali, gossip e notizie-scoop a emergenze economiche, sociali e ambientali ben più gravi ma meno “vendibili” sul piano dello spettacolo.
Esempi non mancano: la separazione Totti–Blasi trasformata in telenovela nazionale; il balletto di nomine e licenziamenti in Rai ridotto a pettegolezzo; le polemiche su una pubblicità gonfiate a scandalo; perfino le morti violente di decenni fa riesumate e rimesse in circolo come se fossero cronaca di oggi. Tutti casi che hanno garantito visibilità e audience, ma che hanno distolto lo sguardo dai nodi veri: lavoro povero, crisi climatica, sanità allo stremo, desertificazione industriale.
È un gioco delle parti: i media inseguono audience, la politica trova un terreno di scontro a basso costo, e l’opinione pubblica viene trascinata su argomenti che alleggeriscono la percezione della crisi. Intanto le priorità reali restano in secondo piano, discusse solo da pochi addetti ai lavori.
Riconoscere questo schema è già un passo avanti. Significa non farsi ingannare dall’effetto “scoop” e riportare l’attenzione sul cuore dei problemi reali, quelli che determinano il futuro del Paese molto più di un gossip o di un delitto riaperto in prima serata.