
Nel tentativo di mostrare una Toscana unita, Furfaro finisce per confermare il contrario
30 Novembre 2025
L’OPS tra Mef, Mediobanca, Mps e il ruolo dell’opposizione: una vicenda tecnica letta attraverso le dinamiche del sistema bancario
30 Novembre 2025
Pierluigi Piccini
La presentazione dei tre anni di attività parlamentare di Francesco Michelotti è stata costruita come un racconto compatto, calibrato per restituire l’immagine di una città governata in sintonia con il governo nazionale. Una narrazione ordinata, dove tutto sembra procedere con linearità: l’allineamento con l’amministrazione comunale, le vertenze affrontate, il sostegno ai sindacati, il rinnovamento di alcune istituzioni.
Dietro questa superficie levigata, però, si avverte uno scarto evidente con la realtà vissuta dal territorio. Non si coglie la fragilità del tessuto economico, il ruolo sempre più marginale della città nelle dinamiche regionali, né la difficoltà di elaborare una strategia credibile per il futuro. Anche i problemi sanitari – che sono responsabilità diretta della Regione – incidono sulla vita quotidiana dei cittadini, ma nella narrazione ufficiale scompaiono, come se non fossero parte del quadro complessivo.
In questo contesto, il riferimento all’onorevole Enrico Tucci risalta più per ciò che non chiarisce che per ciò che afferma. Inserito nel discorso come membro della “squadra solida”, resta nella percezione pubblica un ruolo sospeso, una casella politica che nessuno sembra voler definire davvero. È un’assenza che pesa, perché mette a nudo la distanza tra l’immagine rassicurante proposta e gli equilibri reali, assai meno stabili di quanto si voglia far credere.
La serata alle Volte di Vicobello, con il suo racconto lineare e la sua cornice ordinata, sembra parlare soprattutto a chi accetta questa versione senza interrogarsi. A chi preferisce non vedere i nodi irrisolti, le contraddizioni interne, le figure lasciate in bilico.
Ed è proprio questo il punto che dovrebbe aprire la discussione: la politica continua a muoversi in una rappresentazione che privilegia il racconto alla sostanza. La “casella Tucci” è solo il simbolo più evidente di ciò che resta fuori dal bilancio celebrativo. È lì, sotto gli occhi di tutti, ma nessuno la affronta. E finché resterà ignorata, la distanza tra politica e realtà continuerà a crescere.
N.B. Dalle foto non si vede ma il sindaco Fabio c’era?





