
Il Rito più Antico della Toscana: Il Canto della Befana di Tre Case
5 Gennaio 2026
Delcy Rodríguez e l’ordine trumpiano: il Venezuela laboratorio della nuova geopolitica
6 Gennaio 2026
di Alfredo Herbin
Al Saragiolo, frazione di Piancastagnaio, ogni 5 gennaio si rinnova una delle tradizioni epifaniche più sentite e partecipate dell’Amiata. Una festa popolare che attraversa i secoli con una sua identità distinta e che, soltanto per sottolineare come il patrimonio del territorio di Piancastagnaio sia immenso, testimonia la straordinaria ricchezza culturale di queste frazioni montane.
Il Raduno e la Preparazione
Il raduno dei Befanari avviene nel primo pomeriggio, alle 14, al bar del paese. È qui che uomini e donne si preparano, indossando i costumi tradizionali e confezionando le rosse calze piene di leccornie e, naturalmente, qualche pezzo di carbone per chi se lo merita. La partenza del corteo è fissata alle 16:30, “Suppergiù All’Incirca” come segna scherzosamente l'”Orologio della Befana” – un’espressione che testimonia lo spirito giocoso e popolare del rito, dove la rigidità degli orari lascia spazio alla dimensione umana e festosa dell’evento.
La Famiglia della Befana
Come nelle tradizioni di questa zona dell’Amiata, anche al Saragiolo la Befana non è sola. Il corteo è guidato dalla triade completa: la Befana, il Befano suo marito, e la figlia “tanto bella che vorrebbe maritare”. Questa configurazione familiare è elemento distintivo dell’area e affonda le radici in antichi culti legati alla fertilità della terra e alla continuità della comunità. La presenza della figlia da maritare non è dettaglio folklorico ma nucleo simbolico: una strofa della canzone è dedicata proprio ad incitare eventuali spasimanti, inserendo il tema della continuità generazionale nel cuore stesso del rito.
Intorno a loro si muovono i musici e l’allegra compagnia dei Befanari, con maschere che trasformano gli abitanti del paese in personaggi di un teatro popolare che si ripete da generazioni. Sono soprattutto gli uomini a travestirsi, indossando abiti poveri e maschere che hanno ciascuna il proprio significato, frutto talvolta di serate in cantina passate decenni fa, quando nacquero questi personaggi di invenzione popolare.
Il Percorso nella Notte
Il corteo parte dalla zona artigianale alle 16:30 e inizia il suo lungo cammino: Via Pontelungo, prosegue verso la Valletta, Via Poggio la Spina, Casa Mascheri, Via Quaranta. Alle 17:00 si trova alle Pianacce, per poi dirigersi verso Pontelungo nella zona artigianale. Alle 18:30 il gruppo attraversa Via Valletta, Via Poggio la Spina, Casa Mascheri e Via Quaranta.
Alle 22:00 il corteo raggiunge Via Case Nuove e il centro di Saragiolo, proseguendo fino a Villa Minerva. Alle 23:30 si arriva a Pietralunga in Via Forestale, e infine, verso mezzanotte e mezza, il ritorno alla Struttura Polivalente nella zona del campo sportivo, dove attende la cena finale, giusto premio dopo i chilometri percorsi e la fatica di una serata intera passata tra le case e i poderi della frazione.
L’Economia dello Scambio
Ad ogni sosta, le famiglie con i bambini in attesa offrono un rinfresco mentre il gruppo canta la strofa tradizionale e la Befana balla con il Befano. È uno scambio senza moneta: la parola poetica donata, l’ospitalità offerta, i dolci e i piccoli regali ai bambini. Un’economia del riconoscimento reciproco, dove la comunità si rappresenta a se stessa e riconferma la propria identità.
Questo meccanismo di dono e contro-dono è la sostanza stessa del rito. Non si tratta di intrattenimento ma di un gesto che tiene insieme la comunità, che riconosce ogni casa, ogni famiglia, ogni bambino. Le porte si lasciano accostate, segno di accoglienza, e questo dettaglio – “ancora abbiamo la tradizione di lasciare, la sera del cinque di gennaio, la porta accostata” – testimonia quanto il rito sia ancora sentito come necessario, non come spettacolo per esterni ma come momento interno alla vita della frazione.
Una Tradizione Che Resiste
La Befana del Saragiolo è “una di quelle senza tempo, dove inizio e fine si confondono nella tradizione e nella sua semplicità”. Non solo a ricordare ma a far conoscere alle generazioni che la vivono la bellezza della condivisione di qualcosa che va ben oltre le apparenze. Una festa che unisce realtà e fantasia, da vivere semplicemente partecipando, facendosi portare via dai canti e dai suoni messi da parte per un anno e che, nello spazio di una serata e di una nottata, tornano a riempire le strade e le case della frazione.
Canti, musiche, balletti improvvisati, cortei in abiti con significato preciso: questa è la Befana del Saragiolo. Un rito che resiste nel tempo grazie alla passione di queste genti che continuano a portare avanti da generazioni una tradizione ricevuta e donata al futuro. Una tradizione che, insieme a quella delle vicine Tre Case, dimostra come il territorio di Piancastagnaio custodisca un patrimonio culturale di straordinaria ricchezza e vitalità.




