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5 Febbraio 20261. Fine dell’architettura nucleare: un passaggio storico
Il trattato New START, ultimo accordo che limitava gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia, è scaduto. Per la prima volta in oltre mezzo secolo non esistono limiti vincolanti alle armi strategiche delle due principali potenze atomiche.
Il segretario generale ONU António Guterres ha avvertito che la dissoluzione dei trattati “non potrebbe arrivare in un momento peggiore” e che il rischio di uso di un’arma nucleare è il più alto da decenni.
Russia e Stati Uniti possiedono oltre l’80% delle testate mondiali, e Mosca considera ormai le parti “non più vincolate da alcun obbligo”.
👉 Traduzione strategica: non è solo la fine di un trattato, ma la fine della deterrenza regolata che aveva strutturato l’ordine post-Guerra fredda.
2. Il triangolo Washington-Pechino-Mosca si irrigidisce
La telefonata tra Donald Trump e Xi Jinping è stata descritta come “molto positiva”, ma il contenuto reale mostra tensioni profonde.
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Xi ha chiesto prudenza sulle armi a Taiwan, che Pechino considera parte del proprio territorio.
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Gli Stati Uniti restano il principale sostenitore militare dell’isola.
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Sullo sfondo ci sono esercitazioni cinesi e una maxi vendita di armi americana.
Parallelamente, Xi ha parlato anche con Putin nello stesso giorno, segnale di una diplomazia multilivello.
👉 Lettura geopolitica: non è ancora un blocco formale, ma la sincronizzazione sino-russa mentre cade il controllo nucleare è un fattore di rischio strutturale.
3. Economia dell’informazione sotto stress
Il Washington Post ha licenziato oltre 300 dipendenti in una drastica ristrutturazione che colpisce anche le redazioni internazionali.
👉 Questo è meno “rumoroso” ma molto significativo:
quando i grandi giornali riducono la copertura globale, la qualità dell’informazione geopolitica tende a peggiorare, proprio mentre il mondo diventa più instabile.
4. Una diplomazia sempre più transazionale
Trump ha definito “eccellente” la conversazione con Xi, parlando anche di commercio e di un possibile viaggio in Cina.
Ma la differenza di tono tra Washington e Pechino suggerisce che la cooperazione è fragile e guidata da interessi immediati più che da un ordine condiviso.
👉 In termini storici, sembra il passaggio da un sistema regolato a uno negoziale e competitivo, dove ogni dossier (Taiwan, commercio, energia, Iran, Ucraina) diventa una leva.
Chiave interpretativa (la più importante)
Non siamo ancora davanti a una “nuova guerra fredda” pienamente strutturata.
Siamo probabilmente in qualcosa di più instabile:
un mondo senza regole consolidate ma con armi da guerra fredda.
Gli indicatori critici sono tre:
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fine dei trattati nucleari
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rivalità tra grandi potenze
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moltiplicazione delle crisi regionali
È la combinazione — non il singolo evento — che giustifica il linguaggio allarmato dell’ONU.





