
La montagna come infrastruttura territoriale
15 Febbraio 2026Non si tratta di un elenco di opere, ma di una scelta di metodo. Governare significa selezionare priorità, concentrare risorse, misurare risultati e mantenere coerenza nel tempo. Non tutto può essere fatto, e proprio la selezione diventa la condizione per produrre trasformazioni reali.
La visione è unitaria: centro storico e aree produttive non sono ambiti separati, ma parti di un unico ecosistema urbano, in cui abitare, lavorare, produrre cultura ed energia diventano dimensioni integrate dello sviluppo locale. Questa impostazione evita la frammentazione e riconduce ogni azione a un disegno coerente.
L’impianto si ispira alle politiche più aggiornate della Comunità Europea (NEB), che propone una trasformazione dei territori fondata su qualità dello spazio, inclusione sociale e sostenibilità ambientale. In questa prospettiva, la rigenerazione non è solo riqualificazione fisica, ma costruzione di luoghi riconoscibili, vissuti e durevoli.
Le priorità sono chiare e limitate: sviluppo del sistema produttivo e del lavoro qualificato; valorizzazione della geotermia; formazione e rapporto stabile con università e imprese; riabilitazione del centro storico; rafforzamento dei servizi e della qualità della vita. Ogni intervento deve ricondursi a questi assi, evitando dispersioni e iniziative isolate.
La rigenerazione del centro storico non è un’operazione estetica, ma una politica demografica ed economica. L’obiettivo è aumentare la residenzialità stabile, evitare modelli esclusivamente turistici e prevenire processi di sostituzione sociale che espellano la popolazione originaria. Cultura, servizi, commercio e patrimonio diventano strumenti strutturali di coesione.
Parallelamente, la riqualificazione delle aree produttive assume una logica di sistema. Il comparto della pelletteria, con marchi internazionali e migliaia di addetti nell’area, rappresenta un punto di forza ma anche un ambito esposto alle dinamiche globali. La risposta è strutturale: formazione specialistica, partenariati con università, creazione di un parco tecnologico diffuso, servizi condivisi, mobilità efficiente e qualità degli insediamenti. L’obiettivo è trasformare un’area produttiva in un nodo competitivo e sostenibile.
Elemento distintivo è la geotermia, non solo come infrastruttura tecnica ma come leva economica e ambientale. Il teleriscaldamento consente risparmi significativi per famiglie e imprese e riduce le emissioni. L’energia diventa così fattore di attrattività territoriale, competitività industriale e qualità della vita.
La crisi demografica è affrontata con realismo: popolazione ridotta, saldo naturale negativo, invecchiamento marcato. Ogni politica – casa, lavoro, servizi – è orientata a contrastare lo spopolamento e a costruire condizioni per una nuova residenzialità.
È prevista una cabina di regia politico-amministrativa con compiti di coordinamento, definizione annuale delle priorità e monitoraggio dei risultati. L’impostazione è dinamica: verifiche periodiche, adattamento agli esiti, capacità di correggere la rotta.
In sintesi, si propone una traiettoria chiara: poche priorità, integrazione tra casa e lavoro, valorizzazione dell’energia, investimento su formazione e cultura, controllo costante degli obiettivi. Un disegno che tiene insieme identità locale e visione europea, radicamento territoriale e apertura alle strategie più avanzate dell’Unione.





