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17 Febbraio 2026Centenario dalla morte Alcune letture di e su Piero Gobetti
«L’apatia: è la nemica di tutte le iniziative giovani e serie, è il segno della nostra degenerazione, l’arma dei deboli e dei vili contro i forti». Sono le parole con cui Piero Gobetti nel dicembre 1918 aprì il suo intervento rivolto ai giovani. L’Italia era appena uscita dalla guerra e il «ritorno a casa» di molti era carico di rabbia e sconforto. L’invito del potere era a prendere tempo. Gobetti scrisse che ciò di cui c’era bisogno era esattamente l’opposto: «tornare ad essere proprietari della propria vita».
Per la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, con la cura di Davide Bidussa e un contributo di Francesca Buscaglia, esce nella collana Utopie «Il domani ci riguarda. Contro l’apatia» di Piero Gobetti.
Einaudi, invece, propone di Gobetti «La democrazia da fare», con la cura di Pietro Polito (pp.120, euro 13): fu questa l’espressione che l’intellettuale e politico coniò e che divenne l’idea centrale del programma dei Gruppi della Rivoluzione Liberale. Il modello a cui guardava Gobetti era quello delle «democrazie protestanti», le «nascenti democrazie produttrici».
C’è poi per la casa editrice Aras la nuova edizione di «Manifesto» (introduzione di Roberto Saviano, a cura di Pina Impagliazzo e Pietro Polito, pp. 146, euro 14 ) con cui Gobetti aprì la sua rivista politica maggiore «La Rivoluzione Liberale»: uscì il 12 febbraio 1922, l’anno in cui si consumerà il passaggio tragico dall’Italia liberale a quella fascista. Il libro esce per il Centenario dalla morte e si inserisce fra le iniziative culturali organizzate dal Comitato nazionale per le celebrazioni, promosso dal Centro studi Piero Gobetti.





